- Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers".
PER ASPERA AD ASTRA Classe I B LINGUISTICO Liceo Ginnasio Statale"DANIELE MANIN" CREMONA. (ex allievo agente daniele manin agente blogger)
lunedì 26 agosto 2013
sotto il letto
sabato 24 agosto 2013
I bambini del molo.
"Children,
don't play with children you don't know":
ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole,
e che la vastità della spiaggia inghiottiva
Chi la fa, l'aspetti!!!
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore.
venerdì 23 agosto 2013
Occhi verdi
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers", uno dei locali notturni stile anni '80 nella periferia di New York.
Lettera
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad una vecchia compagna di scuola.
giovedì 22 agosto 2013
Prima della partenza non avevo capito la sua importanza
Mi sento sempre attratta dai posti dove sono vissuta, le case e i loro dintorni.
Il calcio
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore.
Alla ricerca della vita
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini - bambine, nella fattispecie - sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono, i pubblicitari infilano nei loro filmati.
Invece era il giardino di quelle case famiglia che non avevano nulla di felice: durante la seconda guerra mondiale erano state costruite per ospitare tutti quei bambini che non avevano più famiglia.
Il suo angelo
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro...
Ribelle senza amore.
"Children, don't play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottiva e disperdeva senza eco. I due ragazzi, un maschio e una femmina, erano avvezzi a riceverla come un segno di stanco commiato che significava, in sostanza, "fate il comodo vostro e non seccate".
La ragione di vita
Scritto da Alessia Rossi
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse- sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo- a qualcun altro. Precisamente a sua moglie. Un giorno era scomparsa misteriosamente da casa sua; il marito, credendo che fosse andata in paese a fare un po' di spesa, non si preoccupò più di tanto. Si mise in bocca il suo sigaro e continuò a dondolarsi sulla sedia a dondolo sulla veranda.
Lui ci passava interi pomeriggi senza annoiarsi mai, mentre sua moglie era di fianco a lui a fare le parole crociate. Ma quel giorno era solo. Lui non era ben visto in paese, tutti dicevano che non faceva niente dalla mattina alla sera e che faceva lavorare solamente sua moglie, ma questo non era per niente vero.
Tutte le mattine il signor Alex si svegliava all'alba per mungere le mucche, raccogliere le uova, prendere la frutta nell'orto e venderla ai suoi vicini. La moglie si preoccupava solo di far da mangiare e fare le faccende domestiche. Per l'eta avanzata, il pomeriggio si godevano la tranquillità delle montagne, il cinguettio degli uccelli e lo scrosciare della cascata vicino a loro.
Arrivata sera, l'uomo cominciò a preoccuparsi dell'assenza della moglie, prese le chiavi di casa e uscì dalla porta. Fuori era tutto buio, si vedevano solo le luci del paese a valle. Ritornò in casa e prese la sua torcia e cominciò a cercare intorno alla casa, invano. Cercò per quasi un'ora, ma non c'era nessuna traccia della donna. Ad un certo punto, vide nel boschetto poco distante da lui del fuoco. Corse immediatamente in quella direzione e vide che il fuoco si stava mano a mano spegnendo; si tolse la giacca e cercò di spegnere anche l'ultima fiammella. Sollevando la giacca da alcuni rami inceneriti vide un cadavere. Fece un passo indietro. Non si riusciva a capire se era una donna o un uomo, ma Alex notò che la mano destra era chiusa e da essa fuoriusciva una catenella d'oro. Aprì la mano e vide la collana che aveva regalato a sua moglie, il giorno del suo matrimonio. Una fitta al cuore lo fece cadere a terra. Non poteva essere lei. Non sua moglie. Ma chi poteva avere la sua collana, se non lei? La portava sempre al collo da quel giorno e non la tolse mai, nemmeno quando dormiva. Prese un po' di terra e cominciò a sotterrare la moglie. Quando ebbe finito, si mise a piangere come mai aveva fatto in tutta la sua vita. Aveva perso la cosa più importante della sua vita. La ragione della sua vita. Ma doveva andare avanti, per lei. Si rialzò e ritornò a casa con la consapevolezza che domani sarebbe stato un giorno molto pesante.
L'ingegner Andrea
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto molte pretese nella vita e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore.
Si chiama Andrea. In quel periodo io avevo 7 anni e lui 20. Data la differenza di età avevamo interessi completamente diversi e a volte pretendeva di fare le veci dei miei genitori anche se poi mi dimostrava, in certe situazioni, di essere molto affettuoso.
Mi raccontava che da grande, finita l'università, voleva diventare un famoso ingegnere meccanico, che voleva lavorare a Londra e che gli sarebbe piaciuto viaggiare per il mondo.
Sapete, ha sempre avuto passione per i motori.
Da piccolino, in un grosso mobile, possedeva un cassetto nel quale teneva parecchie delle sue macchinine da corsa. Diceva che era il suo parcheggio e a volte era capace di impiegare i lunghi pomeriggi d'inverno con queste macchinine.
All'età di 4 anni sapeva riconoscere il marchio di tutte, e dico tutte, le automobili che passavano per la strada. Un vero fenomeno!
Finite le medie, si iscrisse al liceo scientifico del nostro paese. Amava matematica, fisica e tutto quello che riguardava i numeri.
Un giorno nostro papà, mentre stavamo guardando una gara, spiegò ad Andrea come funzionavano quei potenti motori. Rimase affascinato e la sua passione per questa materia crebbe ancora di più.
Dopo 5 lunghi anni di superiori, eccolo finalmente all'università. Superò a buoni voti i difficilissimi esami che gli si presentarono ogni anno, eccetto 1: quello del disegno tecnico. Non era proprio portato ma, dopo un po' di tempo, riuscì discretamente a passarlo.
Completata anche l'università arriva il giorno della tesi di laurea. Era particolarmente emozionato, ma la sua famiglia era lì ad ascoltarlo, a fargli forza, soprattutto le persone che lo avevano aiutato più di tutti a mantenere gli studi, i nostri genitori. E c'ero anche io. Beh, in 7 minuti di discorso non sono riuscita a capire la metà di niente, ma vedevo mio fratello sicuro di quello che diceva e questo mi rasserenava.
E adesso, dopo 3 anni da quel giorno, mio fratello ha un lavoro, un lavoro che ha sempre voluto fare, che lo soddisfa, che gli fa girare il mondo andando in India, in Slovacchia,in Germania e posso solo dire che sono veramente orgogliosa di lui.
Si chiama Andrea. In quel periodo io avevo 7 anni e lui 20. Data la differenza di età avevamo interessi completamente diversi e a volte pretendeva di fare le veci dei miei genitori anche se poi mi dimostrava, in certe situazioni, di essere molto affettuoso.
Mi raccontava che da grande, finita l'università, voleva diventare un famoso ingegnere meccanico, che voleva lavorare a Londra e che gli sarebbe piaciuto viaggiare per il mondo.
Sapete, ha sempre avuto passione per i motori.
Da piccolino, in un grosso mobile, possedeva un cassetto nel quale teneva parecchie delle sue macchinine da corsa. Diceva che era il suo parcheggio e a volte era capace di impiegare i lunghi pomeriggi d'inverno con queste macchinine.
All'età di 4 anni sapeva riconoscere il marchio di tutte, e dico tutte, le automobili che passavano per la strada. Un vero fenomeno!
Finite le medie, si iscrisse al liceo scientifico del nostro paese. Amava matematica, fisica e tutto quello che riguardava i numeri.
Un giorno nostro papà, mentre stavamo guardando una gara, spiegò ad Andrea come funzionavano quei potenti motori. Rimase affascinato e la sua passione per questa materia crebbe ancora di più.
Dopo 5 lunghi anni di superiori, eccolo finalmente all'università. Superò a buoni voti i difficilissimi esami che gli si presentarono ogni anno, eccetto 1: quello del disegno tecnico. Non era proprio portato ma, dopo un po' di tempo, riuscì discretamente a passarlo.
Completata anche l'università arriva il giorno della tesi di laurea. Era particolarmente emozionato, ma la sua famiglia era lì ad ascoltarlo, a fargli forza, soprattutto le persone che lo avevano aiutato più di tutti a mantenere gli studi, i nostri genitori. E c'ero anche io. Beh, in 7 minuti di discorso non sono riuscita a capire la metà di niente, ma vedevo mio fratello sicuro di quello che diceva e questo mi rasserenava.
E adesso, dopo 3 anni da quel giorno, mio fratello ha un lavoro, un lavoro che ha sempre voluto fare, che lo soddisfa, che gli fa girare il mondo andando in India, in Slovacchia,in Germania e posso solo dire che sono veramente orgogliosa di lui.
VACANZE
Children, don't play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottiva e disperdeva senza eco. I due ragazzi, un maschio e una femmina,
La statua dorata
In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle lande, e le rovine misteriose del tempio greco. Anche se, a mio parere, non erano rovine.
lunedì 19 agosto 2013
Un tempo incompreso
La
notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati
Uniti.
California.
"Children, don't play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottiva e disperdeva senza eco.
L'amore.
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
Il nuovo custode.
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti.
Pioggia notturna.
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers".
Sei sicuro di voler usare quella bomboletta spray?
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti.
Lo zoo.
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo.
"Yes, mum!"
"Children,
don't play with children you don't know":
ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole,
e che la vastità della spiaggia inghiottiva e disperdeva senza eco.
I due ragazzi, un maschio e una femmina, erano avvezzi a riceverla
come un segno di stanco commiato che significava, in sostanza, "fate
il comodo vostro e non seccate".
domenica 18 agosto 2013
lui
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni da ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore. Rammento della volta in cui mi raccontò che un'estate, con i suoi amici, era andato a catturare le rane,
L'apparenza inganna
Quando
lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori
serie, di fronte alla terrazza del "Dancers”.
mercoledì 14 agosto 2013
THEY DON'T KNOW....
Children, don't play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottiva e disperdeva senza eco. I due ragazzi, un maschio e una femmina, erano avvezzi a riceverla come un segno di stanco commiato che significava, in sostanza, "fate il comodo vostro e non seccate"…
martedì 13 agosto 2013
Chi è il più disgraziato adesso?
Il
mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo
non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di
ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella
funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello
minore.
lunedì 12 agosto 2013
La convalescenza
In mezzo ad un fitto bosco, un castello dava rifugio a
quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e
semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso;
giovedì 8 agosto 2013
Quel pirla di Terry Lennox
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers"
Il castello errante di sir Bleu Céruléen
In mezzo a un fitto bosco,un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso.
I PROBLEMI DI MIO FRATELLO
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore…
martedì 6 agosto 2013
La giardinetta
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini- bambine, nella fattispecie- sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono, i pubblicitari infilano nei loro filmati
la lettera
- Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo.
lunedì 5 agosto 2013
Ciao ciao Romani
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso,
domenica 4 agosto 2013
il giovane uomo
- In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti.
sabato 3 agosto 2013
Rosa.
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro. La sua era una vita di nostalgia, sofferenza e rimpianti.
Il vecchio Mario
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni. Un giorno stavo passeggiando nel piccolo paese in cui sono cresciuto. C'erano molte case che avevo ancora impresse nei ricordi della mia mente. Ma fu una in particolare ad attirare la mia attenzione.
La famiglia della giardinetta
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini - bambine, nella fattispecie - sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono, i pubblicitari infilano nei loro filmati. Tutti, nel villaggio, non facevano altro che ripetere quanto fosse bella "la famiglia della giardinetta rossa". La mia famiglia, invece, era molto diversa, forse troppo.
giovedì 1 agosto 2013
OSCURO FEBBRAIO
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro…
mercoledì 31 luglio 2013
Lezioni di vita.
"Children, don't
play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono
più lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottiva e
disperdeva senza eco. I due ragazzi, un maschio e una femmina, erano avvezzi a
riceverla come un segno di stanco commiato che significava, in sostanza,
"fate il comodo vostro e non seccate”.
I due cugini in
realtà, Gale e Clary, avevano sempre mal interpretato il richiamo dei loro
nonni inglesi.
La lettera scarlatta.
L'altro
giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una
lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: era una lettera cifrata. In ogni
angolo erano presenti i simboli più strani, che, per un occhio inesperto,
sarebbero risultati addirittura incomprensibili.
il rifugio segreto
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le casa e i loro dintorni; mi ricordano momenti indimenticabili della mia infanzia, persone che ho incontrato, che mi hanno sempre sostenuto e che non scorderò mai.
La soffitta
Mi sento attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni. Il posto che preferivo della mia vecchia casa era la soffitta, il posto ideale per pensare e per ritrovare vecchi romanzi la cui lettura fa sempre piacere.
Mi ricordo che era triste e buia.
L'odore che si sentiva era quello della polvere e di vecchi giornali posati su un tavolo di legno ormai dimenticato.
Fuori, si sentiva solo il ticchettio della pioggia. Qua e là pendevano grosse ragnatele la cui vista dava l'impressione di essere in una casa dell'orrore.
Da una fessura di un finestrino un debole raggio di luce illuminava un piccolo cavallino a dondolo che usavo sempre da bambino.
All'improvviso balzò fuori da uno scatolone un piccolo topolino che correva sul pavimento, lasciando le sue minuscole impronte sulla polvere. Poi si fermò ed in un batter di ciglia sparì in un buco.
Incuriosita, presi una sedia sgangherata e con timore di cadere, guardai fuori dall'abbaino. Vidi che le case che mi circondavano erano rimaste uguali ma il tempo aveva lasciato il segno; i muri erano scrostati e i colori di questi non erano più così brillanti come una volta, i tetti erano un po' malandati.
Da una remota e piccola stanza riemersero mille ricordi.
Mi ricordo che era triste e buia.
L'odore che si sentiva era quello della polvere e di vecchi giornali posati su un tavolo di legno ormai dimenticato.
Fuori, si sentiva solo il ticchettio della pioggia. Qua e là pendevano grosse ragnatele la cui vista dava l'impressione di essere in una casa dell'orrore.
Da una fessura di un finestrino un debole raggio di luce illuminava un piccolo cavallino a dondolo che usavo sempre da bambino.
All'improvviso balzò fuori da uno scatolone un piccolo topolino che correva sul pavimento, lasciando le sue minuscole impronte sulla polvere. Poi si fermò ed in un batter di ciglia sparì in un buco.
Incuriosita, presi una sedia sgangherata e con timore di cadere, guardai fuori dall'abbaino. Vidi che le case che mi circondavano erano rimaste uguali ma il tempo aveva lasciato il segno; i muri erano scrostati e i colori di questi non erano più così brillanti come una volta, i tetti erano un po' malandati.
Da una remota e piccola stanza riemersero mille ricordi.
un fratello per amico
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo.
martedì 30 luglio 2013
Desolato
In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridita delle lande, e le rovine... questo é tutto ciò che circonda Castelverde.
l'esplosione
- Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
lunedì 29 luglio 2013
Le sette figlie
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini- bambine, nella fattispecie- sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono i pubblicitari infilano nei loro filmati.
Piccoli amori crescono
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le
case e i loro dintorni;
Una nave per chissà dove
La notte del 30 agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò i 42°; a mezzanotte tutte le docce emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.
Orm ai New York era cambiata:
Orm ai New York era cambiata:
domenica 28 luglio 2013
lo shampoo
- La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti.
Girone dantesco
La
notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava
gli Stati Uniti.
La creatura
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso e per poco non rischiai di cadere nel fossato sottostante, anche se era asciutto.
sabato 27 luglio 2013
LA MALEDIZIONE
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso…
LA STORIA SI RIPETE
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina…
mercoledì 24 luglio 2013
Pensieri Lontani
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altro che non ha mai conosciuto in tutta la sua vita. Alex è sempre stato un tipo curioso e impiccione. Quando non aveva niente da fare si sedeva sulla sua poltroncina a dondolo e si immergeva nei suoi pensieri, non solo i suoi, anche di quelli di altre persone. Pensava al suo vecchio amico che non vedeva da anni o se le sue vecchie compagne delle scuole superiori avevano ancora le stesse capigliature di un tempo. Nonostante il suo interesse maniacale per i fatti altrui,è sempre stato un bravo ragazzo. Poteva pensare ad un sacco di cose in un solo istante. Pensare era per lui una consuetudine che lo pervadeva da anni ormai.La sua vita apparteneva a qualcun altro perchè non ha mai guardato dentro se stesso. Non ha ma detto:"E io chi sono?". Non saprebbe rispondere perchè ha sempre pensato agli altri invece che al proprio ego.
Trappola di afa
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina. Le strade erano infuocate e certa gente perdeva il respiro al solo uscire di casa. Tra le grandi metropoli, la "Grande Mela" era quella più rovente. In seguito vi erano Los Angeles e San Diego. Alla televisione parlavano delle foreste, che a causa dell'alta temperatura cominciarono a prendere fuoco. Il presidente Obama diede ordine di far evacuare completamente tutti gli stati. Tutta la popolazione statunitense venne racchiusa in imponenti navi di trasporto che fornivano loro vita e alloggio. Nei dormitori delle navi si poteva udire di tutto: bambini che piangevano, uomini che barcollavano in tutte le sale ubriachi, ammassi di persone che urlavano invano i rinforzi. Ora sapevano di trovarsi nei pasticci, e non potevano farci nulla. Dovevano stare muti e pregare. Anche se ci si trova nei guai però c'è sempre una speranza che ti da la forza di combattere. Io ho un motto:"NON BISOGNA MAO ARRENDERSI!!"
Il mio disgraziato fratello
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese
nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte
le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma
per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo,
in quanto ero il fratello minore e dovevo obbedire.
Il passero solitario
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il
vecchio Alex si sentiva profondamente infelice, ma in modo distaccato come se
la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a
qualcun altro.
lunedì 22 luglio 2013
1950, ULTIMA LETTERA
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola..
LA VERITà SU TERRY LENNOX
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del " Dancers".
Curiostità
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco
in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers",
un locale a luci rosse nel centro di New York.
domenica 21 luglio 2013
il fiore nel deserto
- In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri,
sabato 20 luglio 2013
back to school
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una letta, spedita da circa un anno ad una mia vecchia compagna di scuola: era destinata alla mia compagna di banco. Mi sedetti sulla poltrona, con un poco di fatica, accesi la lampada
Road Trip
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni, forse perché ho abitato in così tanti posti diversi, e per così poco tempo, che non ho mai avuto modo di esplorare i remoti angoli del boschetto dietro casa, gli anfratti della scogliera sulla spiaggia davanti alla veranda, gli sgabuzzini del condomino...
Non ho mai patito la solitudine perché di amici ne trovavo ovunque, ma non ho mai avuto la possibilità di conoscere un posto talmente bene da poterlo chiamare casa.
Ho intrapreso questa lunga peregrinazione attraverso gli angoli più disparati della Francia per cercare di colmare questo vuoto: è già un mese che passo dalla Bretagna alla Costa Azzurra fermandomi per tre giorni in ogni casa, appartamento o baita che mi ha visto bambino; spesso trovo la casa già occupata da nuovi inquilini e quindi mi limito ad esplorare i dintorni.
È lampante come tutte le case siano state scelte da mia madre, si rassomigliano tutte pur essendo diverse: il colore pastello dei muri esterni, il piccolo giardino all'inglese ai lati del vialetto e altri piccoli dettagli.
Sorprendentemente scopro di ricordarmi con lucidità di ogni paesino in cui ho vissuto, a volte mi capita di riconoscere delle persone che spesso, ancor più soprendentemente, si ricordano di me.
Intanto noto cose che avevo trascurato nella mia giovinezza, ad esempio, mi rendo conto che l'albero da cui sono caduto rompendomi il braccio quando stavo in quella cittadina della Borgogna era una magnolia, che l'ammasso di rovi che vedevo dalla mia stanza della Costa Azzurra in realtà era un nido di gabbiani, che il piccolo condominio alla basa dei Pirenei aveva una soffitta di cui non avevo mai sospettato l'esistenza...
La cosa più bizzarra di questo viaggio mi capita in Normandia: avevo abitato per circa sei mesi quando avevo dieci anni in una casetta dispersa in mezzo ai campi coltivati a cereali; deve essere stata una delle permanenze più lunghe, quella in Normandia.
Fatto sta che la casa è ancora come l'avevamo lasciata io e la mamma, con la porta e le imposte verniciate si un rosso spento e scrostato.
Dentro, però, ci vive un signore sull'ottantina abbondante che dimostra ancora un'agilità insospettabile quando, scorgendomi dalla finestra, viene immediatamente ad aprirmi la porta.
Ancor prima che io possa proferire parola Jaques mi ha già offerto un caffè bollente. Bevo in silenzio stupito dalla straordinaria ospitalità dell'anziano.
Poi lui si presenta e mi chiede cosa mi ha spinto fin lì e così attacco a raccontargli tutta la storia, dall'infanzia passata a saltare da un capo all'altro della Francia ai motivi che mi hanno spinto a intraprendere il mio viaggio.
Se Jaques è sorpreso di aver davanti un così bizzarro individuo non lo dà a vedere, anzi si offre lui stesso di mostrarmi i dintorni della casa dimostrando, per la seconda volta, che nonostante l'età è più sano di un ragazzino.
Mi fermo in Normandia per i soliti tre giorni visto che Jaques è così gentile da ospitarmi in casa sua.
Al momento della mia partenza gli prometto che verrò presto a trovarlo, ma lui mi chiede se può unirsi a me nel viaggio perchè sarebbe la sua ultima occasione di esplorare un piccolo pezzo di mondo.
Accetto volentieri dato che, lo ammetto, girare sempre solo è un po' penoso.
Ogni sera dei due mesi che abbiamo trascorso insieme viaggiando passava un paio d'ore chino a scrivere su un quaderno che non ha mai voluto mostrarmi, nemmeno dopo le mie insistenti suppliche.
Ora Jaques è in un letto d'ospedale con una brutta complicazione cardiovascolare; ieri sono andato a trovarlo e mi ha consegnato il quaderno.
Raccontava le avventure nei campi di cereali di un bambino: di come si divertisse a fare disegni nel frumento schiacciando le spighe dorate, e di come i contadini lo sgridavano anche se ormai rassegnati.
Quel bambino mi ricordava moltissimo me stesso durante il
periodo in Normandia.
Poi ecco, ho capito il messaggio che Jacques ha voluto trasmettermi trascrivendo tutti i suoi ricordi di me bambino: ha voluto farmi capire che il mio viaggio è, di fondo, inutile.
Inutile perché casa non è il posto che meglio conosci al mondo; casa può essere qualunque posto, basta che le persone si ricordino di te con affetto.
Non ho mai patito la solitudine perché di amici ne trovavo ovunque, ma non ho mai avuto la possibilità di conoscere un posto talmente bene da poterlo chiamare casa.
Ho intrapreso questa lunga peregrinazione attraverso gli angoli più disparati della Francia per cercare di colmare questo vuoto: è già un mese che passo dalla Bretagna alla Costa Azzurra fermandomi per tre giorni in ogni casa, appartamento o baita che mi ha visto bambino; spesso trovo la casa già occupata da nuovi inquilini e quindi mi limito ad esplorare i dintorni.
È lampante come tutte le case siano state scelte da mia madre, si rassomigliano tutte pur essendo diverse: il colore pastello dei muri esterni, il piccolo giardino all'inglese ai lati del vialetto e altri piccoli dettagli.
Sorprendentemente scopro di ricordarmi con lucidità di ogni paesino in cui ho vissuto, a volte mi capita di riconoscere delle persone che spesso, ancor più soprendentemente, si ricordano di me.
Intanto noto cose che avevo trascurato nella mia giovinezza, ad esempio, mi rendo conto che l'albero da cui sono caduto rompendomi il braccio quando stavo in quella cittadina della Borgogna era una magnolia, che l'ammasso di rovi che vedevo dalla mia stanza della Costa Azzurra in realtà era un nido di gabbiani, che il piccolo condominio alla basa dei Pirenei aveva una soffitta di cui non avevo mai sospettato l'esistenza...
La cosa più bizzarra di questo viaggio mi capita in Normandia: avevo abitato per circa sei mesi quando avevo dieci anni in una casetta dispersa in mezzo ai campi coltivati a cereali; deve essere stata una delle permanenze più lunghe, quella in Normandia.
Fatto sta che la casa è ancora come l'avevamo lasciata io e la mamma, con la porta e le imposte verniciate si un rosso spento e scrostato.
Dentro, però, ci vive un signore sull'ottantina abbondante che dimostra ancora un'agilità insospettabile quando, scorgendomi dalla finestra, viene immediatamente ad aprirmi la porta.
Ancor prima che io possa proferire parola Jaques mi ha già offerto un caffè bollente. Bevo in silenzio stupito dalla straordinaria ospitalità dell'anziano.
Poi lui si presenta e mi chiede cosa mi ha spinto fin lì e così attacco a raccontargli tutta la storia, dall'infanzia passata a saltare da un capo all'altro della Francia ai motivi che mi hanno spinto a intraprendere il mio viaggio.
Se Jaques è sorpreso di aver davanti un così bizzarro individuo non lo dà a vedere, anzi si offre lui stesso di mostrarmi i dintorni della casa dimostrando, per la seconda volta, che nonostante l'età è più sano di un ragazzino.
Mi fermo in Normandia per i soliti tre giorni visto che Jaques è così gentile da ospitarmi in casa sua.
Al momento della mia partenza gli prometto che verrò presto a trovarlo, ma lui mi chiede se può unirsi a me nel viaggio perchè sarebbe la sua ultima occasione di esplorare un piccolo pezzo di mondo.
Accetto volentieri dato che, lo ammetto, girare sempre solo è un po' penoso.
Ogni sera dei due mesi che abbiamo trascorso insieme viaggiando passava un paio d'ore chino a scrivere su un quaderno che non ha mai voluto mostrarmi, nemmeno dopo le mie insistenti suppliche.
Ora Jaques è in un letto d'ospedale con una brutta complicazione cardiovascolare; ieri sono andato a trovarlo e mi ha consegnato il quaderno.
Raccontava le avventure nei campi di cereali di un bambino: di come si divertisse a fare disegni nel frumento schiacciando le spighe dorate, e di come i contadini lo sgridavano anche se ormai rassegnati.
Quel bambino mi ricordava moltissimo me stesso durante il
periodo in Normandia.
Poi ecco, ho capito il messaggio che Jacques ha voluto trasmettermi trascrivendo tutti i suoi ricordi di me bambino: ha voluto farmi capire che il mio viaggio è, di fondo, inutile.
Inutile perché casa non è il posto che meglio conosci al mondo; casa può essere qualunque posto, basta che le persone si ricordino di te con affetto.
venerdì 19 luglio 2013
Finalmente, un nuovo inizio.
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola:
L'amico
L'altro giorno, esaminando le mie
carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un
anno ad un vecchio compagno di scuola: “Caro Gigi, mi sento un po’ in imbarazzo
giovedì 18 luglio 2013
Il tempo guarisce ogni ferita
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: è stata una grande emozione ritrovarla e rileggendola, non sembra che sia passato così poco tempo. Sembra ieri che l'abbia scritta perché provo lo stesso fervore e sentimento di quando l'avevo inviata.
Riporto il testo:
" Caro Andrea,
sono solo due giorni che sei partito e già mi manchi tanto, hai dovuto trasferirti in un'altra città non per tuo volere ma perché hai dovuto seguire la tua famiglia.
Questo lo capisco però ci soffro tanto.
Nella classe il tuo banco è vuoto, continuo a fissarlo e la mia mente ti rivede assorto nei tuoi pensieri.
Rivivo ancora quei pomeriggi passati insieme, spensierati e allegri. Con te riuscivo a superare quei momenti in cui ti senti giù di morale quando andava male una verifica, mi sostenevi quando ero arrabbiata con i miei genitori o, quando discutevo con un'amica, c'eri sempre per me.
In questo momento della mia vita ho un vuoto dentro. Spero che il tempo mi aiuti a dimenticare perché per noi, data la nostra giovane età, è quasi impossibile poterci rivedere. Credo che il tuo sentimento verso di me fosse leale e vero. Confido in una tua risposta e ti auguro tanta serenità!
Con tanto affetto
Laura"
Questa lettera adesso mi fa tenerezza perché a distanza di un anno il dolore è passato, ho ritrovato la serenità ed è proprio vero, come dice il proverbio, il tempo guarisce ogni ferita.
Comunque resterà sempre un dolcissimo ricordo.
Riporto il testo:
" Caro Andrea,
sono solo due giorni che sei partito e già mi manchi tanto, hai dovuto trasferirti in un'altra città non per tuo volere ma perché hai dovuto seguire la tua famiglia.
Questo lo capisco però ci soffro tanto.
Nella classe il tuo banco è vuoto, continuo a fissarlo e la mia mente ti rivede assorto nei tuoi pensieri.
Rivivo ancora quei pomeriggi passati insieme, spensierati e allegri. Con te riuscivo a superare quei momenti in cui ti senti giù di morale quando andava male una verifica, mi sostenevi quando ero arrabbiata con i miei genitori o, quando discutevo con un'amica, c'eri sempre per me.
In questo momento della mia vita ho un vuoto dentro. Spero che il tempo mi aiuti a dimenticare perché per noi, data la nostra giovane età, è quasi impossibile poterci rivedere. Credo che il tuo sentimento verso di me fosse leale e vero. Confido in una tua risposta e ti auguro tanta serenità!
Con tanto affetto
Laura"
Questa lettera adesso mi fa tenerezza perché a distanza di un anno il dolore è passato, ho ritrovato la serenità ed è proprio vero, come dice il proverbio, il tempo guarisce ogni ferita.
Comunque resterà sempre un dolcissimo ricordo.
Il fine giustifica i mezzi?
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers''. Era quasi notte, nell'aria si respirava sapore di divertimento e alcool.
L'omicidio
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso
lunedì 15 luglio 2013
Un vecchio amico
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello
scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio
compagno di classe: era un po'
stropicciata e sbiadita, ma si leggeva ancora:
L'incubo Coca Cola
.La notte del 30 agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava
gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò 42°;
domenica 14 luglio 2013
Il banchiere
L'altro
giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una
lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola:
venerdì 12 luglio 2013
IL CASTELLO
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso e bussai alla porta.
lunedì 8 luglio 2013
Rose per Terry
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie di fronte alla terrazza del "Dancers", uno dei più rinomati locali di New York, frequentato da gente di alta società.
sabato 6 luglio 2013
L'autunno
In alcune provincie si trovano case la cui vista ispira malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più isolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle ande, e le rovine di quel posto provocano solitudine e tristezza.
Nelle giornate piovose la natura si spegne. Rami secchi e foglie gialle cadono sulla terra riempiendola di vivaci colori creando un tappeto magico.
Le nubi nere piano piano riempiono il cielo, portando malumore ed infelicità.
Il tempo scorre, fuori si sente il fruscio del vento ed il forte scrosciare della pioggia. Uccelli, lepri e piccoli insetti cercano riparo sotto una tettoia, sotto un albero, in una piccola fessura di un muro.
Si sente l'odore dell'erba bagnata e anche delle castagne.
Poi arriva la notte buia, fredda e più terrificante del giorno. Si percepisce ancora il fruscio dell'aria anche se il temporale si è placato.
La nebbia trasforma il vivace paese in una grigia e cupa città e il passo pesante delle persone prese da una forte malinconia, fa capire che finalmente è arrivato l'autunno.
Nelle giornate piovose la natura si spegne. Rami secchi e foglie gialle cadono sulla terra riempiendola di vivaci colori creando un tappeto magico.
Le nubi nere piano piano riempiono il cielo, portando malumore ed infelicità.
Il tempo scorre, fuori si sente il fruscio del vento ed il forte scrosciare della pioggia. Uccelli, lepri e piccoli insetti cercano riparo sotto una tettoia, sotto un albero, in una piccola fessura di un muro.
Si sente l'odore dell'erba bagnata e anche delle castagne.
Poi arriva la notte buia, fredda e più terrificante del giorno. Si percepisce ancora il fruscio dell'aria anche se il temporale si è placato.
La nebbia trasforma il vivace paese in una grigia e cupa città e il passo pesante delle persone prese da una forte malinconia, fa capire che finalmente è arrivato l'autunno.
mercoledì 3 luglio 2013
Summertime Sadness.
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.
martedì 2 luglio 2013
Il grande trasloco
La notte del trenta agosto 2039 un' ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò 42 gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia e il rantolo delle tubature annunciò che l' erogazione dell' acqua era sospesa fino alle otto di mattina
Mai arrendersi
Presto sarebbe volato via quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
lunedì 1 luglio 2013
Uno piccolo bagliore
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso e mi avvicinai all'enorme portone che dava accesso al castello.
domenica 30 giugno 2013
chi conosce Terry Lennox?
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls
Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers”. La cravatta
allentata ed i folti capelli biondastri scompigliati, aveva impressa a fuoco in
ogni lineamento del viso scarno l’aria di chi, al di là di ogni ragionevole
dubbio, deve aver appena trascorso una serata da ricordare.
Ricordi
Mi sento sempre attratto dai
posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni.
Sono
affascinato da tutti i luoghi che conosco alla perfezione, spazi segnati su una
specie di mappa impressa nella mia mente.
Ritorna un ricordo
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: il suo nome è Pietro.
L'amico ritrovato
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
Solo ricordi, ora
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni…
come quando ritornai in Algeria, dopo anni e anni dalla Guerra.
Era tutto cambiato, ovviamente, fortunatamente.
come quando ritornai in Algeria, dopo anni e anni dalla Guerra.
Era tutto cambiato, ovviamente, fortunatamente.
Gioventù pericolosa
"Children, don't play with the children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono piú lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottiva e disperdeva senza eco. I due ragazzi, un maschio e una femmina, erano avvezzi a riceverla come un segno di stanco commiato che significava, in sostanza, "fate il comodo vostro e non
seccate", pensavano Emily e Jack mentre passeggiavano lungo la spiaggia di Long Island, New York. Al pomeriggio si ritrovavano sempre insieme alla spiaggia, e ogni giorno era un momento di assoluto sfogo e divertimento. Nonostante i continui avvertimenti che devono sopportare, se ne dimenticano completamente. Alla spiaggia si fanno sempre dei compagni di gioco e non hanno mai corso alcun pericolo. Il loro é un legame forte, sono amici inseparabili. Un pomeriggio peró, non fu come gli altri. Quel giorno la spiaggia era
disturbata da dei ragazzini di strada che si dilettano a compiere delle brigate. Emily e Jack erano a pochi metri di distanza da uno di quei ragazzini, in groppa alla sua Mountain Bike. Il gruppo lo aspettava in fondo alla spiaggia, e lui fece un cenno con la mano. Voleva dire che in quel momento sarebbe partito prendendo un gran margine di velocitá e nella sua traiettoria, c'era Emily. Il ragazzo la prese in pieno volto con la ruota, ma a lui non importó niente. Jack, disperato, la portó subito a casa dalla badante che chiamó immediatamente il 911! Jack continuava a parlarle, anche se dormiva, nel lettino del veicolo dell'ambulanza. L'operazione duró svariate ore, con la tensione sempre al massimo. A intervento finito, i
medici dissero che il colpó é stato cosí violento da danneggiare, in parte, il volto di Emily.Dissero anche che il volto, nonostante il forte colpo, si sarebbe riassestato. Jack tiró un sospiro di sollievo e si riprese da brutto spavento. Quando tornarono a casa la badante li puní severamente, vietando loro di andare alla spiaggia. Loro acconsentirono subito. Nonvolevano rischiare piú la vita, e di viverla con prudenza. É meglio per loro. É meglio per tutti.
seccate", pensavano Emily e Jack mentre passeggiavano lungo la spiaggia di Long Island, New York. Al pomeriggio si ritrovavano sempre insieme alla spiaggia, e ogni giorno era un momento di assoluto sfogo e divertimento. Nonostante i continui avvertimenti che devono sopportare, se ne dimenticano completamente. Alla spiaggia si fanno sempre dei compagni di gioco e non hanno mai corso alcun pericolo. Il loro é un legame forte, sono amici inseparabili. Un pomeriggio peró, non fu come gli altri. Quel giorno la spiaggia era
disturbata da dei ragazzini di strada che si dilettano a compiere delle brigate. Emily e Jack erano a pochi metri di distanza da uno di quei ragazzini, in groppa alla sua Mountain Bike. Il gruppo lo aspettava in fondo alla spiaggia, e lui fece un cenno con la mano. Voleva dire che in quel momento sarebbe partito prendendo un gran margine di velocitá e nella sua traiettoria, c'era Emily. Il ragazzo la prese in pieno volto con la ruota, ma a lui non importó niente. Jack, disperato, la portó subito a casa dalla badante che chiamó immediatamente il 911! Jack continuava a parlarle, anche se dormiva, nel lettino del veicolo dell'ambulanza. L'operazione duró svariate ore, con la tensione sempre al massimo. A intervento finito, i
medici dissero che il colpó é stato cosí violento da danneggiare, in parte, il volto di Emily.Dissero anche che il volto, nonostante il forte colpo, si sarebbe riassestato. Jack tiró un sospiro di sollievo e si riprese da brutto spavento. Quando tornarono a casa la badante li puní severamente, vietando loro di andare alla spiaggia. Loro acconsentirono subito. Nonvolevano rischiare piú la vita, e di viverla con prudenza. É meglio per loro. É meglio per tutti.
sabato 29 giugno 2013
Caro Angelo
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola. Non riuscivo a comprendere a pieno la scrittura, per due motivi: il primo era perché la lettera aveva un angolo bruciato e una grossa macchia d'acqua, simbolo forse che il fuoco voleva essere spento; il secondo era perché la scrittura, anche se sciolta quasi completamente dall'acqua, non sembrava per niente la mia.
venerdì 28 giugno 2013
scuola
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore.
QUARANT'ANNI FA
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni.
Adoro visitare i luoghi che hanno fatto la mia infanzia: la casa di mia nonna, il bar, il parco e i campi in cui passavo le mie giornate in estate.
Adoro visitare i luoghi che hanno fatto la mia infanzia: la casa di mia nonna, il bar, il parco e i campi in cui passavo le mie giornate in estate.
giovedì 27 giugno 2013
La casetta sull'albero
"Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo.
mercoledì 26 giugno 2013
Giallo,verde,nero.
Presto
sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva
profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse -
sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
martedì 25 giugno 2013
Risate
"Children, don't play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono piú lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottivia e disperdeva senza eco. I due ragazzi, un maschio e una femmina, erano avvezzi a riceverla come un segno di stanco commiato che significava, in sostanza, "Fate il comodo vostro e non seccate." .
La mamma pronunciava ogni mattina da 13 giorni quelle parole, prima che i bambini andassero a giocare per la spiaggia. Le pronunciava con svogliatezza da sotto l'ombrellone, mentre leggeva un libro o magari sotto al sole cocente coricata come una lucertola.
Hangover
Quando
lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls
Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers"…
lunedì 24 giugno 2013
Sogni narrati
Il
mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e
da piccolo non mi lasciava mai in pace
IL FEDELE ANIMALE
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini - bambine, nella fattispecie -sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono, i pubblicitari infilano nei loro filmati...
sabato 22 giugno 2013
Mi sono stancato di essere ciò che desideri io sia.
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Chester si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
venerdì 21 giugno 2013
L'ipnosi
In
mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva
sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti.
giovedì 20 giugno 2013
e tu chi sei?
In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle lande, e le rovine… In queste case, forse, ci sono anche figure ugualmente malinconiche, che si fanno assorbire dal contesto,
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