
Così, un giorno, decise di scappare. Aspettò che il solito gruppo passasse sul confine, e corse via, lontano. Vide tante altre persone molto diverse da lui e i suoi compagni. Si chiese ,per la prima volta, chi fossero veramente i suoi antenati. Gli era stato detto che i suoi genitori, insieme ad altri, erano stati cresciuti lì. Eppure non gli era mai stato permesso vederli. Prima di andarsene per sempre, avrebbe tanto voluto almeno vedere suo padre, o sua madre. Pentito, si rese conto di quant'era stato incosciente. Decise che sarebbe tornato, avrebbe cercato i suoi genitori, e poi se ne sarebbe andato via. Riuscì facilmente a superare il confine ed ad addentrarsi nell'area proibita. Se c'era qualche segreto, sicuramente l'avrebbero custodito lì.
Poiché i ragazzi erano allevati con una mentalità pigra e per nulla curiosa, non c'erano "guardie" a sorvegliare l'ingresso. Entrò indisturbato e si mise a cercare tra le stanze. Finalmente trovò quello che cercava: "ANAGRAFE".
Diede un'occhiata ad alcuni documenti su una scrivania fino a che scorse, sulla parete più lunga, una fila di fotografie.Sotto ad ognuna c'era una breve fila di nomi ed era sempre riportato lo stesso cognome. Identificò la sua e, con un'acuta osservazione, si accorse di alcune pieghe nell'angolo a destra dell'immagine. Sollevò il foglio con forza e lo strappò in alcuni punti. Vide la foto di un uomo molto simile a lui e si commosse. Accanto al volto erano scritte due date separate da un trattino. Ciò significava che quell'uomo era morto. Non poteva crederci. Strappò tutte le foto dei suoi compagni e, in tutte le immagini che si trovavano sotto notò una cosa sconcertante. L'anno della morte di ognuno di loro era l'anno di nascita della sue generazioni.
bello
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