LE MIE LACRIME
UN SAPORE SALATO
IMMENSA GIOIA.
PER ASPERA AD ASTRA Classe I B LINGUISTICO Liceo Ginnasio Statale"DANIELE MANIN" CREMONA. (ex allievo agente daniele manin agente blogger)
giovedì 28 febbraio 2013
lunedì 25 febbraio 2013
Il Grillo parlante
Crì-crì-crì! Ciao a tutti, sono il Grillo parlante! Sì, proprio così, parlante. Sono un grillo molto, molto vecchio! Pensate, vivo nella casa del mastro Geppetto, un vecchio e povero falegname, da più di cento anni, e in tutti questi anni ne ho viste di cose!
domenica 24 febbraio 2013
Mastro Ciliegia
Mi chiamo Mastr'Antonio,sopprannominato Mastro Ciliegia per il mio naso tondo e rosso.Sono un abile falegname,lavoro giorno e notte per mantenere la mia famiglia e se non fosse per questo lavoro adesso sarei per strada senza soldi e senza casa.Un giorno mentre stavo lavorando nella mia bottega,un passante mi regalò un pezzo di legno.Era perfetto per completare il mio tavolo a cui mancava una gamba. Lo misi sul tavolo da lavoro e andai nel retro bottega a prendere gli attrezzi quando all'improvviso sentì dei rumori.Tornai vicino al tavolo e con mio estremo stupore sentì suoni che sembravano parole lrovenire dal pezzo di legno che mi era stato appena regalato.Se questo pezzo di legno poteva emettere suoni e parole,allora non serviva come gamba di un tavolo,ma poteva essere utile al mio amico Geppetto per farne un burattino.Chiusi la bottega e corsi da Geppetto."Ciao Geppetto" gli dissi "Ciao Mastro Ciliegia" "Ti porto questo pezzo di legno che mi hanno appena regalato" "Cos'ha di così speciale?" "È perfetto per te, é un pezzo di legno parlante potresti farne un burattino".Geppetto,che era abilissimo a costruire i burattini, prese il.regalo di mastro ciliegia e inizió a lavorarlo con cura e passione costruendo un bellissimo burattino che chiamó Pinocchio che lo rese famoso in tutto il mondo.
Storia di un povero merlo.
Mi sono sempre meravigliato del successo che ha riscosso la storia di Pinocchio, quel giovane birbante. Rileggendo poi quelle che oggi sono le sue avventure, non ho potuto fare a meno di notare quanto il mio intervento sia stato banalizzato.
Una cosa buona l'hai fatta, Pinocchio!
Ciao a tutti, io sono il pulcino di Pinocchio, beh adesso non lo sono più, sono diventato un bel gallo; ho deciso di raccontarvi come il burattino ha ucciso il Grillo Parlante e ha tentato di cucinare me.
Il "nuovo" e "ritrovato" Mangiafuoco
Buongiorno a tutti,
piccole pesti di bambini e burattini che non siete altro! Ahahah ! No, non preoccupatevi, stavo scherzando; dopo l'incontro con Pinocchio (che senz'altro conoscete tutti) sono cambiato.
piccole pesti di bambini e burattini che non siete altro! Ahahah ! No, non preoccupatevi, stavo scherzando; dopo l'incontro con Pinocchio (che senz'altro conoscete tutti) sono cambiato.
Non è da tutte le volpi del mondo, poter truffare un burattino!
-T’è mai capitato di ritrovarti
a pensare sempre la stessa cosa per giorni e giorni? Fino a credere che, oramai
questa cosa, è diventata quasi parte di te?- chiese il mio interlocutore,
nonché venerando compare di sventure, lasciandomi in uno stato di perplessità.
-Come dici?-
-Chiedevo se…-
La macchia, diventai
''SBAM''
...era solo il rumore del legno che cadde a terra: quell'ingrato di Pinocchio era tornato e si gettò a sedere per terra.
...era solo il rumore del legno che cadde a terra: quell'ingrato di Pinocchio era tornato e si gettò a sedere per terra.
Geppetto
Ciao a tutti!!
Sono Geppetto, un povero e solo falegname, talmente solo che non più di 2 mesi fa mi ritrovavo la sera a chiacchierare allegramente tra me e me... maaah.
Vivo in montagna. in una misera casetta con dipinto, su una parete della casa, un fuoco finto!! Strano no?
Dopo molto tempo passato in solitudine, un bel giorno mi ritrovai a pensare che forse, costruendo un piccolo burattino di legno, avrebbe portato un pò di felicità e compagnia a questo indigente uomo. Non ci pensai 2 volte e così il pomeriggio stesso mi recai dal mio amico Mastro Ciliegia a comprare un pezzo di legno. La sera mi misi al lavoro!! Fabbricai i piedi, le gambe, il busto, le braccia, il viso... Terminata l'opera ero sfinito ma finalmente il mio burattino era pronto! Ma aspettate! Mancava il nome. Che nome potevo mettergli? dissi fra me :" Lo voglio chiamar Pinocchio, questo nome gli porterà fortuna."
E così Pinocchio divenne come un figlio per me: lo istruii, lo mandai a scuola, gli comprai un abbecedario e gli ricamai io stesso i vestiti adatti a lui!
Pinocchio, però, era abbastanza biricchino! Io, per comprargli l'abbecedario, avevo venduto a basso prezzo i miei vestiti e lui cosa ha fatto?? Lo ha venduto ad un perfetto sconosciuto in cambio di un biglietto per il teatro dei burattini!! I bambini...
Ma pinocchio seppe imparare, prima o poi, dai suoi errori e divenne un ragazzo molto intelligente, affidabile ma soprattutto onesto.
Sono Geppetto, un povero e solo falegname, talmente solo che non più di 2 mesi fa mi ritrovavo la sera a chiacchierare allegramente tra me e me... maaah.
Vivo in montagna. in una misera casetta con dipinto, su una parete della casa, un fuoco finto!! Strano no?
Dopo molto tempo passato in solitudine, un bel giorno mi ritrovai a pensare che forse, costruendo un piccolo burattino di legno, avrebbe portato un pò di felicità e compagnia a questo indigente uomo. Non ci pensai 2 volte e così il pomeriggio stesso mi recai dal mio amico Mastro Ciliegia a comprare un pezzo di legno. La sera mi misi al lavoro!! Fabbricai i piedi, le gambe, il busto, le braccia, il viso... Terminata l'opera ero sfinito ma finalmente il mio burattino era pronto! Ma aspettate! Mancava il nome. Che nome potevo mettergli? dissi fra me :" Lo voglio chiamar Pinocchio, questo nome gli porterà fortuna."
E così Pinocchio divenne come un figlio per me: lo istruii, lo mandai a scuola, gli comprai un abbecedario e gli ricamai io stesso i vestiti adatti a lui!
Pinocchio, però, era abbastanza biricchino! Io, per comprargli l'abbecedario, avevo venduto a basso prezzo i miei vestiti e lui cosa ha fatto?? Lo ha venduto ad un perfetto sconosciuto in cambio di un biglietto per il teatro dei burattini!! I bambini...
Ma pinocchio seppe imparare, prima o poi, dai suoi errori e divenne un ragazzo molto intelligente, affidabile ma soprattutto onesto.
LE MONETE
Non indovinerete mai chi sono, soltanto perché sono piccola, ma voi non vi immaginate a quanto io serva in questo mondo.
Avete capito chi sono??
No!!!!
Allora mi descrivo, io sono tonda, piccolo, dorata e voi tutti mi desiderate sempre più, perché siete avidi e volete tutto voi e soprattutto quelli che ne hanno già in abbondanza ne vogliono sempre di più, così da non lasciarne alle persone che ne hanno veramente bisogno.
Avete capito adesso chi sono?????
Sì, sei il grillo parlante.Cioè la coscienza di Pinocchio??
Come faccio ad essere un grillo parlante se sono tonda e dorata???
Allora non ho capito chi sei, me lo potresti confessare???
E va bene, io sono una moneta, una delle cinque monete che Mangiafuoco ha dato in dono a Pinocchio, purtroppo durante il mio viaggio insieme al burattino ho perduto una delle mie sorelle, grazie a due ingannatori di nome IL GATTO e LA VOLPE..
Pensavo che tutto fosse finito, ma un giorno dei tremendi uomini chiamati assassini si misero a seguire Pinocchio per rubargli le monete che teneva in bocca.
Dopo svariate ore che Pinocchio stava fuggendo dagli assassini si dovette arrendere e venne impiccato, lasciandoci cadere a terra nelle grinfie di chiunque ci avesse trovato
Avete capito chi sono??
No!!!!
Allora mi descrivo, io sono tonda, piccolo, dorata e voi tutti mi desiderate sempre più, perché siete avidi e volete tutto voi e soprattutto quelli che ne hanno già in abbondanza ne vogliono sempre di più, così da non lasciarne alle persone che ne hanno veramente bisogno.
Avete capito adesso chi sono?????
Sì, sei il grillo parlante.Cioè la coscienza di Pinocchio??
Come faccio ad essere un grillo parlante se sono tonda e dorata???
Allora non ho capito chi sei, me lo potresti confessare???
E va bene, io sono una moneta, una delle cinque monete che Mangiafuoco ha dato in dono a Pinocchio, purtroppo durante il mio viaggio insieme al burattino ho perduto una delle mie sorelle, grazie a due ingannatori di nome IL GATTO e LA VOLPE..
Pensavo che tutto fosse finito, ma un giorno dei tremendi uomini chiamati assassini si misero a seguire Pinocchio per rubargli le monete che teneva in bocca.
Dopo svariate ore che Pinocchio stava fuggendo dagli assassini si dovette arrendere e venne impiccato, lasciandoci cadere a terra nelle grinfie di chiunque ci avesse trovato
Un vecchio falegname
Buongiorno a tutti, il mio nome è Geppetto e sono un povero falegname che vive la sua vita rinchiuso in casa, tutto solo, a lavorare il legno. Da tempo desideravo di possedere un fanciulletto tutto per me, istruirlo, insegnarli il mio mestiere ed educarlo per bene,ma non ne ho mai avuto l'occasione.Ma un bel giorno il mio desiderio divenne reale: il mio buon "amico" Mastr'Antonio, soprannnominato Mastro Ciliegia mi regalò un normalissimo pezzo di legno di pino. Dapprima non mi sembrava qualcosa di sbalorditivo, ma poi pensai di renderlo migliore e.di trasformarlo completamente. Incominciai a fargli labbra, orecchie, occhi, naso, gambe e braccia. Per aggiungere il tocco finale gli feci dei vestiti ricamati con cura , di colore rosso e giallo. Questo burattino, come per incanto iniziò a parlare e a camminare,come una persona. All'inizio mi spaventai,ma poi pensai,visto che sembrava davvero un ragazzo, di crescerlo con cura come un figlio e di tenermelo per sempre. La mattina dopo, mandai "Pinocchio" a scuola, con il suo abbecedario nuovo, ma invece decise di andare a diverstirsi e a combinare guai di tutti i tipi.Non mi resi conto com'era scontroso e maleducato con tutti, un giorno andò persino in prigione.Un'altro ancora tornò a casa mezzo somaro, e lo misi in punizione. Il mio sogno si rivelò una vera delusione. Una mattina però, Pinocchio mi venne incontro, e mi disse che da oggi si sarebbe comportato bene e che aveva imparato la lezione. Pinocchio mantenne la promessa, e diventò così bravo e diligente, che una sera una fata turchina gli venne incontro, e in merito per la sua lealtà lo trasformò in un bambino vero.
sabato 23 febbraio 2013
Una voce amica
Salve,io
sono un grillo,anzi ero un grillo. Ma non uno qualunque, sono un grillo
parlante. Ebbene si, il grillo parlante di Pinocchio. Oggi vorrei
raccontarvi,dal paradiso dei grilli, la storia del burattino di legno che
diventò un bambino vero.
UN AMICO RITROVATO
Quel giorno era partito abbastanza bene rispetto agli altri. Mi ero alzato tardi e avevo fatto una bella dormita.
La solitudine di un falegname.
La mia è stata per molto una triste ed inutile esistenza. Povero ed estremamente solo per tutti questi anni. Sentivo il bisogno di qualcuno accanto a me. Non avevo l'amore di una donna,né il calore di un figlio e nemmeno la fedeltà di un cane. Nulla. Decisi che mi sarei costruito un bel burattino,e lo avrei trattato come un bambino; almeno mi avrebbe distratto dalla mia situazione.
RIVELAZIONI
Salve a tutti voi,
sono certo che nessuno ha mai sentito parlare di me, dovete sapere che ho avuto un ruolo molto importante nella fiaba di Pinocchio, ma non sono mai stato considerato come un personnaggio importante, eppure senza di me il burattino non sarebbe mai stato creato.
sono certo che nessuno ha mai sentito parlare di me, dovete sapere che ho avuto un ruolo molto importante nella fiaba di Pinocchio, ma non sono mai stato considerato come un personnaggio importante, eppure senza di me il burattino non sarebbe mai stato creato.
Dal mio punto di vista
Salve ragazzi. Io sono un fuoco, ma non un fuoco come tutti gli altri: io sono dipinto su un muro della casa di Geppetto, un misero falegname. Gli tengo compagnia, dato che non posso certo scaldarlo come dovrei. Dalla mia parete riesco a vedere tutto quello che succede in casa e questa volta voglio raccontarvi una storia. Ma non una storia qualunque, la storia di Pinocchio.
venerdì 22 febbraio 2013
pinocchio
ero un pezzo di legno ,inutile, privo di forma e senza sentimenti ,quando un giorno ,il mio amato
Padre Geppetto mi diede la vita .
Io sono un burattino che volle diventar bambino. I bambini voglio sempre diventare qualcosa
da grandi. Da grandi. Da piccoli devono avere la possibilità di sognare e di giocare. non devono
per forza essere quello che non sono devono essere se stessi. Anche rimanere burattini. Le
regole, i doveri, la scuola sono necessarie, ma vanno utilizzati per essere se stessi, senza
abusarne. In fondo tutti siamo o siamo stati dei Pinocchio. Non è vero che si nasce, si cresce
si muore burattini, si può diventare anche altro. L’importante è essere felici della propria condizione.
Per questo sono diventato un bugiardo e un impostore nei confronti di Geppetto ma mentivo
perché avevo bisogno di attenzioni , cercavo di nascondere la mia malvagità , volevo rendermi
migliore agli occhi di persone molto importanti .
Mentire può essere quindi l'espediente più facile per evitare conseguenze dolor e per apparire a
gli occhi altrui migliori di quanto siamo realmente, una tentazione tanto più forte quanto più son
o importanti per noi queste persone.
giovedì 21 febbraio 2013
Povero micio!
Ormai la mia vita stava andando a rotoli. Io e Volpy stavamo morendo di fame e nessuno più si lasciava abbindolare da noi, dato che erano girate certe voci sul nostro conto.
mercoledì 20 febbraio 2013
l'abbecedario
Era un giorno come gli altri quando un vecchio signore entró nel negozio e mi compró in cambio di una vecchia giacca, da quel momento cominciai una vita avventurosa, ma in tutti gli anni che mancai da casa mia ne sentii la mancanza.
Il primo viaggio che feci fu proprio col vecchio signore, che tutti per strada chiamavano Geppetto. Fu un lungo cammino e il tempo di sicuro non fu dalla nostra: il povero signor Geppetto dopo aver venduto la sua giacca era rimasto in camicia e tremava talmente forte che mi venne su il mal di mare. Questo piccolo inconveniente non ci fermó: io volevo dare prova di essere un degno compagno di viaggio e il signor Geppetto era determinato a raggiungere la sua meta, eravamo una grande squadra! Con grande entusiasmo raggiungemmo la nostra meta: era una piccola casetta, con un fuoco e una pentola disegnati sul cartone, un tavolo e una sedia sulla quale era seduto un mini signor Geppetto. Il mio compagnio di viaggio mi posó sul tavolo, penso che volesse farmi ammirare meglio il panorama ma io ero esausto e appena il signore si giró mi addormentai.
Il giorno seguente fui svegliato dal mini Geppetto che tutto contento mi prese sotto braccio e insieme uscimmo: era il mio secondo viaggio! Il giovane aveva molto entusiasmo e io cominciai a pensare che mi avrebbe portato in un luogo chiamato scuola dove molti altri miei amici mi attendevano ma il mio compagno venne attirato da una musica allegra che a parer mio prometteva solo guai. Seguendo il suono della musica arrivammo all'entrata di una tenda dove su uno sgabello stava seduto un ragazzotto che si mise a parlare con il mini Geppetto. Il mio compagno dopo un paio di minuti mi guardó, mi abbandonó nelle mani dell'ometto cattivo ed entró nella tenda.
Cosí si concluse il mio secondo viaggio, abbandonato da un ragazzetto che non si meritava di aver avuto me al suo fianco anche se per poco tempo.
Il giorno seguente fui svegliato dal mini Geppetto che tutto contento mi prese sotto braccio e insieme uscimmo: era il mio secondo viaggio! Il giovane aveva molto entusiasmo e io cominciai a pensare che mi avrebbe portato in un luogo chiamato scuola dove molti altri miei amici mi attendevano ma il mio compagno venne attirato da una musica allegra che a parer mio prometteva solo guai. Seguendo il suono della musica arrivammo all'entrata di una tenda dove su uno sgabello stava seduto un ragazzotto che si mise a parlare con il mini Geppetto. Il mio compagno dopo un paio di minuti mi guardó, mi abbandonó nelle mani dell'ometto cattivo ed entró nella tenda.
Cosí si concluse il mio secondo viaggio, abbandonato da un ragazzetto che non si meritava di aver avuto me al suo fianco anche se per poco tempo.
martedì 19 febbraio 2013
GRILLO VS PINOCCHIO
Ormai sono famoso nel mondo dei bambini, sono il Grillo parlante di Pinocchio!
Io e i miei simili non siamo mai stati degli animali " saggi", ma in Toscana siamo molto caratteristici.
Vivo da vent'anni nella povera casa di Geppetto, e non mi sono ancora stancato di abitarci, dopotutto mi piace molto.
Io e i miei simili non siamo mai stati degli animali " saggi", ma in Toscana siamo molto caratteristici.
Vivo da vent'anni nella povera casa di Geppetto, e non mi sono ancora stancato di abitarci, dopotutto mi piace molto.
L'inutile (?)
La Socca e l'assasino
Io me ne stavo là, solo soletto, aspettando il mio turno... qualcuno doveva prendermi con sè prima o poi. Ogni tanto qualche uccellino picchiettava sulla mia testa e io con uno strillo lo cacciavo via. Venne il giorno in cui un uomo piuttosto anziano mi prese tra le braccia e mi portò via.
Ricordi di un burattino.
Ero un albero, un albero grande e maestoso che si ergeva sulla cima di una collina; i miei rami ondeggiavano al vento e i viandanti si riposavano sotto le mie fronde.
Poi arrivò l'uomo con l'accetta, che cominciò
Poi arrivò l'uomo con l'accetta, che cominciò
Mi sono stufato dei bambini
Come al solito, sono odiato da tutti i bambini. I genitori mi comprano, anche spendendo il loro ultimo centesimo, e i bambini fanno di tutto per buttarmi via.
giovedì 7 febbraio 2013
La Fonte della Buona Sorte
Volevo pubblicare questa fiaba che secondo me é molto bella.....
In un giardino incantato chiuso da alte mura e protetto da potenti magie, in cima a un colle scorreva la Fonte della Buona Sorte.
Una volta l'anno, tra l'alba ed il tramonto del giorno piú lungo, un solo infelice aveva il privilegio di intraprendere il viaggio alla Fonte, bagnarvisi e ricevere Buona Sorte per il resto della vita.
In un giardino incantato chiuso da alte mura e protetto da potenti magie, in cima a un colle scorreva la Fonte della Buona Sorte.
Una volta l'anno, tra l'alba ed il tramonto del giorno piú lungo, un solo infelice aveva il privilegio di intraprendere il viaggio alla Fonte, bagnarvisi e ricevere Buona Sorte per il resto della vita.
lunedì 28 gennaio 2013
Buon non-compleanno!
Emily guardò per l'ultima volta il piccolo Jake prima di uscire dalla classe con la sua amica. Per lei era assolutamente inconcepibile che un bambino come lei rimanesse da solo durante la ricreazione... tutti i bambini avevano ildiritto di giocare a nascondino!
Il non compleanno di Dario
Oggi per Dario è stato un giorno molto importante, un giorno così memorabile che non scorderà mai.
domenica 27 gennaio 2013
Un compleanno decisivo
Danielle viveva nella cittá di Lovelock, in Nevada. Sua madre era un'importante produttrice discografica e il padre un avvocato di successo. Era figlia unica, e possedeva due cani, Zoe e Tyler. Frequentava un liceo prestigioso e sapeva suonare ben tre strumenti musicali: pianoforte, chitarra e flauto traverso.
La nuova libertà di Ahmed
"Presto, che è tardi!"
Genbedel svegliò Ahmed per farlo sbrigare poichè dovevano andare ad allinearsi davanti al tenente.
Genbedel svegliò Ahmed per farlo sbrigare poichè dovevano andare ad allinearsi davanti al tenente.
Per certe cose, non si è mai in ritardo
"Presto che è tardi!". Era la mamma di Carolina, che la stava svegliando per il suo primo giorno di liceo.
Non è mai troppo tardi per festeggiare i non-compleanni!
Simone era un bambino di 7 anni che viveva in una modesta casetta con suo padre malato in un piccolo paese in provincia di Roma.
Ascoltate voi tutti!
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case[1]
affrettatevi … presto,
che è tardi,
ascoltate le voci
degli ultimi testimoni,
per far si che quello
che è successo non si ripeterà mai più.
il ritardo di Radolf
campo di concentramento di Auschwitz anno 1944/1945 , un giorno Radolf ,un piccolo bimbo ebreo destinato a stare nei campi dello sterminio ,
Chiudo gli occhi, li riapro e sono già adulta...
Ho sempre sognato di andare sull' isola che non c'è con Peter Pan,
IL BIANCONIGLIO
"Presto, che è tardi !".
Questa frase non vi ricorda qualcuno?!
Esatto è proprio il coniglietto bianco col panciotto di "Alice nel Paese delle meravigli" di Lewis Carroll, che nel racconto corre freneticamente guardando continuamente l'orologio da taschino che portava sempre con se.
Questa frase non vi ricorda qualcuno?!
Esatto è proprio il coniglietto bianco col panciotto di "Alice nel Paese delle meravigli" di Lewis Carroll, che nel racconto corre freneticamente guardando continuamente l'orologio da taschino che portava sempre con se.
il volo
Avevo circa 6 anni ed ero in aereoporto coi miei genitori per andare in Sicilia dai miei parenti, come tutti gli anni.
"Presto che è tardi " che ansia!
Vacanze,vacanze!Finalmente sono arrivate, aspettavo con ansia solo quelle.Non importa se al mare, in montagna o in una città d'arte ma non vedo l'ora di divertirmi in uno qualsiasi di questi posti
presto che è tardi
Presto che è tardi, è la tipica frase delle persone che sono in ritardo nei loro doveri o impegni.
Il nero e il bianco
Ormai il sole era calato da tante ore nei campi del Texas, dove la pelle di Danjuma si confondeva con il buio della notte. Gli unici ‘‘bianchi’’ erano quelli dei suoi due grandi occhi stanchi e spaventati,
e nel cielo l’alta luna, che nell’oscurità lo fissava, forse la sua unica amica.
e nel cielo l’alta luna, che nell’oscurità lo fissava, forse la sua unica amica.
sabato 26 gennaio 2013
L'orologio magico
Jimmy e Mary erano amici da sempre,giocavano sempre insieme,ogni giorno alla stessa identica ora.
L'orchestra.
'Presto' era scritto sullo spartito.
E improvvisamente,dopo i tre quarti in levare scanditi dai leggiadri gesti del maestro,le note giocavano a rincorrersi a una velocità che toccava i duecento battiti al minuto.
E improvvisamente,dopo i tre quarti in levare scanditi dai leggiadri gesti del maestro,le note giocavano a rincorrersi a una velocità che toccava i duecento battiti al minuto.
Presto che è tardi!
Scritto da Alessia Rossi
Questa frase la usiamo parecchio e in diverse circostanze; la prima volta che la sentiamo in una giornata è alla mattina, quando sei sotto le coperte, al caldo e vorresti con tutte le tue forze che la sveglia non suoni.
Questa frase la usiamo parecchio e in diverse circostanze; la prima volta che la sentiamo in una giornata è alla mattina, quando sei sotto le coperte, al caldo e vorresti con tutte le tue forze che la sveglia non suoni.
THE TIME OF MY LIFE
15 Settembre 2067
Il mio nome è ATOM. Sono un umano,uno strano umano. Sul mio braccio,sul braccio di ogni essere umano di quest'epoca, è stato inserito un cronometro.
Il mio nome è ATOM. Sono un umano,uno strano umano. Sul mio braccio,sul braccio di ogni essere umano di quest'epoca, è stato inserito un cronometro.
TIC TAC
Presto che è tardi! Il piccolo coniglietto non si è accorto del tempo che sta passando!
Lui, e il suo migliore amico, orologio, sono inseparabili: ogni posto in cui vanno, ogni corsa che fanno, ogni minimo cambiamento che effettuano sono sempre insieme.
Per fino ad andare a prendere Alice sono insieme!
Lui, e il suo migliore amico, orologio, sono inseparabili: ogni posto in cui vanno, ogni corsa che fanno, ogni minimo cambiamento che effettuano sono sempre insieme.
Per fino ad andare a prendere Alice sono insieme!
Il tempo dei fiori e dei pini
Era una noia per Viola andare a scuola non le piaceva per niente. Adorava piuttosto girovagare senza meta per il suo piccolo paesino di campagna con le sue rispettive amiche. Per puro caso tutte e cinque portavano il nome di un fiore: Margherita, Rosa, Ortensia e poi c'era emm... Pina, si Pina si chiamava.
Il grande orologio
"Presto che è tardi".. Queste parole vibravano nell'aria come la corda di una chitarra. Aileen cercava di capire da dove venisse quel suono ma non riusciva a vedere che le nuvole che oscuravano il Sole. Le lancette dell'orologio giravano troppo velocemente: qualcosa non andava.
domenica 20 gennaio 2013
Un amore che aspetti per tutta la vita.
Fleur ricorderà quel giorno per sempre. Terrà gelosamente quel ricordo nella sua mente, come si fa con gli oggetti più cari. Non dimenticherà mai il momento in cui, debole per la troppa emozione, trovò quella lettera nella sua cassetta della posta.
Postcards from far away.
"Ricordo un tempo in cui tutti quelli che amavo mi odiavano perché io odiavo loro".
Parole scritte, per lettera, da un grande uomo dall'apparente cuore di ghiaccio che non si sprecava pubblicamente in tanti sentimentalismi, ma che, per iscritto era capace di occupare tutto un foglio scrivendo "I Love You".
Spesso nascondiamo una parte di noi al mondo, la teniamo occultata perché non vogliamo che si riveli a nessuno se non a noi stessi, ma alle volte, questa parte, si manifesta sotto forma di lettere che si susseguono una dopo l'altra, impresse su un foglio di carta; e allora solo il destinatario può dire di conoscerci davvero, perché solo lui sa di cosa siamo capaci.
Una nuova vita...
E' vero, una lettera guarisce piaghe, ma può anche uccidere...
Leggendo una lettera, tanti sono gli aspetti da considerare : il suo contenuto, il tono, da chi viene scritta, a chi è destinata, in che contesto viene scritta...
Leggendo una lettera, tanti sono gli aspetti da considerare : il suo contenuto, il tono, da chi viene scritta, a chi è destinata, in che contesto viene scritta...
le lettere di ieri sono le email di oggi
A volte una lettera può essere l'unica soluzione quando non si ha il coraggio di dire le cose in faccia.
la lettera
Quando eravamo alle elementari le letterine potevano rovinare le amicizie.
Mi ricordo ancora il mio gruppetto di ci nque amiche del cuore ( si fa per dire ), uscivamo sempre insieme ma poi arrivó la lettre che cambió tutto.
Era da qualche tempo che una di noi non si comportava bene, allora noi dopo pochi giorni le scrivemmo una lettera, dicendole che non la volemo piú.
Il giorno dopo le chiese scusa a tutte per il suo comportamento, e noi nascondemmo quindi la letterina sotto un nostro banco, aspettando il momento giusto per buttarla via.
Per caso la nostra amica trovó e lesse la lettera.
Per due anni non ci guardó piú in faccia.
Mi ricordo ancora il mio gruppetto di ci nque amiche del cuore ( si fa per dire ), uscivamo sempre insieme ma poi arrivó la lettre che cambió tutto.
Era da qualche tempo che una di noi non si comportava bene, allora noi dopo pochi giorni le scrivemmo una lettera, dicendole che non la volemo piú.
Il giorno dopo le chiese scusa a tutte per il suo comportamento, e noi nascondemmo quindi la letterina sotto un nostro banco, aspettando il momento giusto per buttarla via.
Per caso la nostra amica trovó e lesse la lettera.
Per due anni non ci guardó piú in faccia.
Scripta manent
Le parole scritte rimangono per
sempre. Se le offese dette durante una accesa litigata volano via, le parole
scritte, per esempio, in una lettera d’addio, una diffamazione pubblicata su
carta rimangono.
lettera alla famiglia
Un tempo per comunicare era di consueto scrivere delle lettere , lettere che potevano essere inviate al proprio marito ,fidanzato ed erano chiamate lettere d'amore , altre invece potevano essere spedite agli amici , ai famigliari , a chiunque si desiderava ,
Le lettere scritte a mano..
Le lettere scritte a mano, che cosa meravigliosa. Ho sempre desiderato riceverle.
Mi piace molto il momento in cui vedi scritto "Per Alessia", sul retro della busta. Il momento in cui capisci che qualcuno ha deciso di prendere carta e penna, per te.
Mi piace molto il momento in cui vedi scritto "Per Alessia", sul retro della busta. Il momento in cui capisci che qualcuno ha deciso di prendere carta e penna, per te.
LETTERE
A scuola Lucia aveva ricevuto un compito:" scrivi una lettera al corrispondente che ti è stato assegnato dove parli di te e ti presenti, il compito dovrà essere consegnato tutti i lunedì mattina e la scuola provvederà a spedirlo".
Lettera di addio
Bagdad, 28 dicembre 2012
Cara Laura,
sono Angelo, tuo marito. Mi dispiace di non averti scritto prima, ma non ho potuto;
Cara Laura,
sono Angelo, tuo marito. Mi dispiace di non averti scritto prima, ma non ho potuto;
Posta...
Giugno 1944
Persino nel piccolo borgo in cui Rosa abita con la sua famiglia è arrivata la guerra: soltanto tre mesi prima due signori tutti elegati e con uno strano disegno sulla manica della giacca sono venuti a prendere
Persino nel piccolo borgo in cui Rosa abita con la sua famiglia è arrivata la guerra: soltanto tre mesi prima due signori tutti elegati e con uno strano disegno sulla manica della giacca sono venuti a prendere
una lettera può cambiare la situazione
Un bambino di nome Artion, di nobile famiglia venne abbandonato nel bosco dal padre, soltanto perché
Il destino siamo noi.
15 Ottobre 2011.
Era una giornata piovosa;ormai la stagione fredda si era appropriata dell'intero paesaggio molto prima degli anni precedenti. Valerie stava seduta su una morbida poltrona,coccolando il suo vecchio gatto. Stava sfogliando un libro che le era stato consigliato da un'amica.
sabato 19 gennaio 2013
Miraede
23 Gennaio 1996.E chi avrebbe mai pensato che una lettera potesse rendermi così felice?Sicuramente non io.Non avrei mai pensato che potesse addirittura cambiarmi la vita.
Le faremo sapere...
"Le faremo sapere..."
Tre parole che nessuno vorrebbe sentirsi dire perchè ti lasciano nel dubbio fino a
Tre parole che nessuno vorrebbe sentirsi dire perchè ti lasciano nel dubbio fino a
Una lettera inaspettata
Ed io ero lì,sul mio letto,a piangere. Sapete perché? Beh,mi era appena arrivata una lettera. Una lettera da una persona molto importante,la mia migliore amica.
Carta e inchiostro
Castelverde, 19 Gennaio 2013
Sedersi per ore e ore a scrivere una lettera é un pensiero lontano ormai. Le lettere scritte stanno cadendo lente nel mio giardino in questo freddo pomeriggio, secche e sbriciolate, trascurate per troppo tempo. Non é forse fantastico aspettare una lettera, ansiosamente, svelare i segreti in essa celati? Migliaia e migliaia di parole sono state scritte da persone che provavano
L'ULTIMA LETTERA
Una lettera? Da quanto tempo Anna non sentiva quella parola?
Dopo la sua ultima lettera, scritta nel 1939, Anna non volle più parlare di quell'argomento.
Sapeva benissimo che il suo umore peggiorava ogni volta che si andava sull'argomento.
Nel 1939 Anna aveva 7 anni e come in tutte le famiglie di quell'epoca, anche nella sua,gli uomi dovettero prepararsi alla guerra, e quindi lasciare i più cari.
Dopo la sua ultima lettera, scritta nel 1939, Anna non volle più parlare di quell'argomento.
Sapeva benissimo che il suo umore peggiorava ogni volta che si andava sull'argomento.
Nel 1939 Anna aveva 7 anni e come in tutte le famiglie di quell'epoca, anche nella sua,gli uomi dovettero prepararsi alla guerra, e quindi lasciare i più cari.
"Cara Rosalba..."
Un giorno rovistando in un cassetto alla ricerca di vecchie foto, trovai una busta. Mi chiesi cosa contenesse e soddisfai subito la mia curiosità aprendola e iniziando a leggere il suo contenuto.
giovedì 17 gennaio 2013
Sbaglio di vittime
‘‘Vado ad imbucare una lettera per il mio ragazzo che adesso si è arruolato nell’esercito’’
‘’Ho scritto una lettera ai miei genitori che lavorano lontano’’ da quanti anni, ormai, non si sentono frasi del genere?
‘’Ho scritto una lettera ai miei genitori che lavorano lontano’’ da quanti anni, ormai, non si sentono frasi del genere?
La lettera
Ormai erano tre giorni che aveva sulla sua scrivania quella lettera ancora chiusa,ogni notte la curiosità la tormentava,ma sulla busta c'era scritto a chiare lettere :"DA APRIRE IL 15 FEBBRAIO!"
lunedì 14 gennaio 2013
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