Raimondo
era un ragazzo insicuro di sé, molto timido, che non si apriva mai
con nessuno.
PER ASPERA AD ASTRA Classe I B LINGUISTICO Liceo Ginnasio Statale"DANIELE MANIN" CREMONA. (ex allievo agente daniele manin agente blogger)
martedì 28 ottobre 2014
L'uomo della melodia
La luna illuminava la città
di Berlino. Era una fresca sera di primavera e Luca stava seduto sul tetto di
una casa a guardare la gente che passava per le vie sottostanti.
LA MAGIA DELLA MUSICA
Questo dipinto racconta la storia di un ragazzo che ha sempre sognato di suonare il violino.
Eric e il suo violino
immagine 3
Eric è un sedicenne che abita a
Cremona, la città del violino. Entrambi i genitori suonano in un’orchestra da
molti anni ed è così che Eric si è appassionato alla musica, ma non al genere
pop o rap, come la maggior parte dei ragazzi della sua età, lui ha una forte
passione per la musica classica.
Il violinista di Amsterdam
Darren conosceva Amsterdam come
le sue tasche. Viveva lì da oltre nove anni, ma ogni giorno sembrava il primo.
Spesso girovagava senza una meta
precisa, da solo. La gente lo
riconosceva, lo salutava con un cenno del capo o con un sorriso. Era diventato
il giovane violinista di Vondelpark, quello che suonava nei giorni di mercato e
la domenica mattina, su una panchina.
Un sogno condiviso
Era una tranquilla giornata di primavera, Alex si era svegliato ed era pronto per andare a scuola. Era felice perché nel primo pomeriggio sarebbe andato ad ascoltare il più grande violinista al mondo.
Il profumo della musica
immagine 3
Matt era un ragazzo normale con questo intendo dire che conduceva una vita simile a quella di tantissimi suoi coetanei.
Matt era un ragazzo normale con questo intendo dire che conduceva una vita simile a quella di tantissimi suoi coetanei.
Il solitario sopra il mondo
Si chiamava Julius, era un uomo solitario,
sempre barricato in casa, quasi non volesse avere contatti col mondo esterno.
la svolta di Edward
IMMAGINE NUMERO 3
Edward era un povero musicista di
strada,senza casa,che viveva d’elemosine ricavate dalle sue esibizioni.
Insomma Edward aveva una vita
davvero triste e solitaria.
Una sera mentre si stava esibendo
davanti al famoso teatro della sua città,gli passò davanti un ricco signore che
si soffermò a complimentarsi con lui per
la musica,gli diede un abbondante mancia,e gli diede un inaspettato
biglietto da visita sul quale c’era scritto di presentarsi il giorno successivo
all’ indirizzo indicato sul biglietto.
Arrivò il giorno seguente ed
Edward si presentò all’indirizzo indicato,e si trovò davanti ad un grande
palazzo,in cui lo attendevano domestiche e maggiordomi che lo portarono ad un
grande soggiorno in cui c’era il ricco signor Gold.
I due si presentarono tra loro e
discussero a lungo fino a quando il signor Gold spiegò di essere un famoso
direttore d’orchestra e che voleva Edward nel suo gruppo di musicisti;Edward non esitò
ad accettare, così cominciò la sua carriera da musicista.
Passò qualche mese e la vita di
Edward prese una nuova piega,era diventato un famoso solista di violino di
conosciuto in tutta la città e successivamente della provincia fino a diventare di fama nazionale
Passarono molti anni,e coi soldi
ottenuti, Edward fondò una scuola di musica in onore del signor Gold
Talento dell'anima
(IMMAGINE 3)
"Jack sei un talento naturale!Il miglior musicista che abbia mai conosciuto!"
Il sogno del giovane ragazzo
C'era una volta , intonò nonna Rosy ai suoi nipotini , un ragazzo che ogni sera ,girovagava e suonava per le vie del suo paese di campagna. Tutti in quel piccolo borgo parlavano male di lui , ma nessuno aveva mai avuto il coraggio di rivolgergli la parola.
Era un giovane orfano che era stato abbandonato dai suoi genitori ed era stato trovato in un cassonetto della spazzatura da una vecchia signora che lo aveva ospitato nella sua casa.
La vecchia aveva regalato un violino al ragazzo e gli insegnava a suonarlo. Ma un terribile giorno l'anziana signora era morta e così il ragazzo era stato mandato in un orfanotrofio dove veniva maltrattato e deriso dai suoi coetanei ; cosi una sera aveva deciso di scappare. Una volta uscito da quell'incubo si sentiva libero e , finalmente , poteva dedicarsi a ciò che più amava : la musica. Così tutte le sere suonava il violino per le vie del paese e anche se pochi riuscivano a vedere la magia che si celava nel suono della sua musica, era riuscito a realizzare il suo sogno.
Nonna Rosy chiuse il vecchio libro mentre Marta e Fabio chiusero gli occhi nella speranza di incontrare il giovane ragazzo.
Era un giovane orfano che era stato abbandonato dai suoi genitori ed era stato trovato in un cassonetto della spazzatura da una vecchia signora che lo aveva ospitato nella sua casa.
La vecchia aveva regalato un violino al ragazzo e gli insegnava a suonarlo. Ma un terribile giorno l'anziana signora era morta e così il ragazzo era stato mandato in un orfanotrofio dove veniva maltrattato e deriso dai suoi coetanei ; cosi una sera aveva deciso di scappare. Una volta uscito da quell'incubo si sentiva libero e , finalmente , poteva dedicarsi a ciò che più amava : la musica. Così tutte le sere suonava il violino per le vie del paese e anche se pochi riuscivano a vedere la magia che si celava nel suono della sua musica, era riuscito a realizzare il suo sogno.
Nonna Rosy chiuse il vecchio libro mentre Marta e Fabio chiusero gli occhi nella speranza di incontrare il giovane ragazzo.
Un essere speciale
Immagine 2
Pensare che quel cavallo avrebbe potuto essere la soluzione a tutti i suoi problemi forse era troppo, pensava Elena nella sua scuderia appena fuori Monaco. Eppure lui era lì, un pochino malaticcio e debole, sembrava indifeso in mezzo a tutti gli altri puledri. Ma c'era qualcosa nei suoi occhi che le faceva intuire che non doveva fermarsi alle apparenze. Sì, sarebbe stato così, bastava solo crederci. Il piccolo puledro cominciò, pian piano, a guarire, fu curato, nutrito, rassicurato e, finalmente, riuscirono a farlo galoppare nel grande recinto vicino alla stalla,e i suoi occhi ripresero a splendere. Migliorava giorno dopo giorno e presto fu pronto per essere cavalcato. Elena, rendendosi conto che quel puledro era speciale, gli aveva riservato la sua sella più bella, che un tempo apparteneva a un grande campione. Al puledro fu dato il nome di Vittorio. Solo una cosa era ancora impossibile fare: domarlo, infatti Vittorio era davvero ribelle e nessuno riusciva ad addestrarlo, nonostante fosse uno dei puledri più promettenti della scuderia. Elena però cominciava a preoccuparsi, la fama di Vittorio era ormai arrivata lontana, tutti lo volevano vedere ma lui voleva solo correre libero nei prati immensi della campagna tedesca. Ormai la ragazza aveva perso le speranze, Vittorio non sarebbe mai diventato un grande campione. Ma un giorno arrivò Michele, figlio del fattore, che aveva una grande passione per i cavalli ma non poteva gareggiare perché aveva un problema agli arti inferiori.Quel giorno però i suoi genitori gli concessero di salire in sella all'indomabile e come per magia tra i due ci fu subito una grande intesa. Michele infatti era diventato l'unico in grado di domarlo. Fu così che i due vennero iscritti alla loro prima gara. Arrivati erano tutti così agitati e insicuri che per un attimo pensarono di mollare tutto, ma quando arrivò il loro turno la folla rimase senza parole: quei due insieme erano una forza della natura e nessuno avrebbe potuto batterli. Vinsero in mezzo alla commozione dei presenti, diventarono due campioni, i più grandi mai esistiti. E ancora adesso, dopo tanto tempo, Elena ripensa a quel giorno e a come l'amicizia e la fiducia possano compiere miracoli.
Pensare che quel cavallo avrebbe potuto essere la soluzione a tutti i suoi problemi forse era troppo, pensava Elena nella sua scuderia appena fuori Monaco. Eppure lui era lì, un pochino malaticcio e debole, sembrava indifeso in mezzo a tutti gli altri puledri. Ma c'era qualcosa nei suoi occhi che le faceva intuire che non doveva fermarsi alle apparenze. Sì, sarebbe stato così, bastava solo crederci. Il piccolo puledro cominciò, pian piano, a guarire, fu curato, nutrito, rassicurato e, finalmente, riuscirono a farlo galoppare nel grande recinto vicino alla stalla,e i suoi occhi ripresero a splendere. Migliorava giorno dopo giorno e presto fu pronto per essere cavalcato. Elena, rendendosi conto che quel puledro era speciale, gli aveva riservato la sua sella più bella, che un tempo apparteneva a un grande campione. Al puledro fu dato il nome di Vittorio. Solo una cosa era ancora impossibile fare: domarlo, infatti Vittorio era davvero ribelle e nessuno riusciva ad addestrarlo, nonostante fosse uno dei puledri più promettenti della scuderia. Elena però cominciava a preoccuparsi, la fama di Vittorio era ormai arrivata lontana, tutti lo volevano vedere ma lui voleva solo correre libero nei prati immensi della campagna tedesca. Ormai la ragazza aveva perso le speranze, Vittorio non sarebbe mai diventato un grande campione. Ma un giorno arrivò Michele, figlio del fattore, che aveva una grande passione per i cavalli ma non poteva gareggiare perché aveva un problema agli arti inferiori.Quel giorno però i suoi genitori gli concessero di salire in sella all'indomabile e come per magia tra i due ci fu subito una grande intesa. Michele infatti era diventato l'unico in grado di domarlo. Fu così che i due vennero iscritti alla loro prima gara. Arrivati erano tutti così agitati e insicuri che per un attimo pensarono di mollare tutto, ma quando arrivò il loro turno la folla rimase senza parole: quei due insieme erano una forza della natura e nessuno avrebbe potuto batterli. Vinsero in mezzo alla commozione dei presenti, diventarono due campioni, i più grandi mai esistiti. E ancora adesso, dopo tanto tempo, Elena ripensa a quel giorno e a come l'amicizia e la fiducia possano compiere miracoli.
VOGLIA DI CAMBIARE...
C'era
una volta un cavaliere di nome Robbie determinato ad andare su Venere
tramite un percorso che si creava allo scoccare della mezzanotte di
ogni 31 dicembre solamente con l'aiuto di cavalli bianchi, tenaci,
coraggiosi e in grado di volare.
lunedì 27 ottobre 2014
Qualcosa che gli altri non hanno.
Immagine 3
In un piccolo paesino sperduto regnava la tristezza pura. Nessuno era capace di riportare la felicità a parte un ragazzino diverso da tutti gli altri.
PARIGI NEL CUORE

Stavo trascorrendo la mia
vacanza a Parigi con Lorenzo, il mio fidanzato. Era una bella giornata e il
sole illuminava la Tour Eiffel, quando decidemmo di andare a visitare il
Louvre, il famoso museo della città.
Il sogno di una vita
Immagine numero 3
“Ne sono sicuro,il suo suono non e'
come gli altri,non e' come quello del flauto,del pianoforte,della
chitarra....il suo e' diverso,e' speciale,e'semplicemente unico!!!”
Questo era questo che Alexander
ripeteva mentre suonava il suo violino,regalatogli dal padre,Josh,il
giorno del suo quinto compleanno.
Fin da piccolo Alexander ha sempre
avuto un'enorme passione per i violini,erano il suo “giocattolo”
preferito.Ogni giorno andava al negozio di strumenti del padre e
ammirava i diversi tipi di violini che gli apparivano davanti agli
occhi:”uno piu' bello dell'altro!” diceva Alexander.
Una delle tante cose che continuava a
ripetere era:”Papa' promettimi che un giorno mi insegnerai a
suonare il violino,cosi' diventero' un violinista di successo,saro'
una celebrita' e tutto il mondo mi conoscera'!”Possiamo intuire che
era un gran sognatore questo ragazzo,ma l'unica cosa che voleva era
che le persone capissero e vedessero l'amore e il sentimento che
metteva suonando questo strumento,voleva lasciare un segno nella
storia della musica,voleva essere considerato uno dei violinisti piu'
bravi del mondo intero.
All'eta' di diciotto anni,dopo anni di
studio e fatica,imparo' per bene a suonarlo e continuo' a
perfezionarsi sempre di piu'.
Una cosa che amava molto fare era
andare nel giardino di casa sua e suonare una melodia per gli
uccellini,che adoravano ascoltare il suono dolce e soave che
proveniva da quello strumento.
Passava ore ore in
giardino,dimenticandosi di tutto e di tutti,dei vicini che si
lamentavano per il rumore,che era ora di pranzo,che doveva annaffiare
i magnifici fiori che aveva piantato e spesso guardandoli
affermava:”La mia vita diventera' “colorata”,spensierata,bellissima
e spettacolare come questi fiori”.Molto spesso con questi
fantastici fiori faceva dei buche e li regalava alle persone che da
sempre credevano in lui,li regalava ai fiorai,ad ogni donna sposata,a
chiunque avesse perso la voglia di sorridere.Lui li regalava per
ricordargli che la nostra vita se ci sforziamo puo' essere
“bellissima” e unica come questi fiori,ognuno diverso dall'altro.
Passarono anni e Alexander divento' un
violinista professionista,finalmente si trasformo' in cio' che
desiderava e riusci' ad ottenere l'orchestra,il concerto,gli
spettatori che da tempo sognava.
La felicita' e la forza che gli ha
donato questo strumento e' indescrivibile,ma di sicuro non la
sostituirebbe con niente al mondo.Venire a conoscenza di questo
strumento e' stata senza dubbio la sua vittoria piu' grande.
Il Violinista

Londra.
25 novembre 1987. Ore 8.25.
Il
piccolo Axel stava passeggiando per le strade della città con i suoi
genitori, evitando le pozzanghere che si erano formate in seguito ad
una pioggia durata qualche giorno.
La musica nel cuore
Assurdo
Spalancai gli occhi e davanti a me vidi solo una grande distesa gialla e luminosa, fin troppo luminosa.
Ad una prima vista il luogo in cui mi trovavo pareva un normale deserto, desolato e talmente vasto che non si riusciva ad abbracciarelo completamente con la vista.
L'uomo e il Cielo
Questo
dipinto racconta la storia di un uomo, il quale utilizza la musica
come strumento per essere più vicino a Dio. Infatti, quando suona il
suo violino, l'uomo riesce ad avvicinarsi al cielo e alla luna, che
con la sua luce lo illumina, e a guardare dall'alto l'oscurità del
mondo. Le tenebre stanno ad indicare la solitudine e la tristezza.
L'uomo utilizza la musica appunto per allontanarsi dalla Terra e
dagli uomini che la popolano, e quando inizia a suonare il suo
violino, gli si avvicinano degli uccelli, probabilmente delle
colombe, le quali sono il simbolo della pace e della misericordia
divina. Nel cielo, con le radici attaccate alla luna, c'è un albero
pieno di grossi frutti, ma, nonostante sia vicino, egli non riesce a
coglierne nemmeno uno, appunto perché è un uomo, quindi non può
raggiungere il regno di Dio, ma deve restare sulla terra.
mercoledì 22 ottobre 2014
COME LE NUVOLE
Era di primo mattino,e il sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare appena increspato.
martedì 21 ottobre 2014
UNA NOTTE SPECIALE
Alle
tre meno dieci del mattino, la città di appariva deserta, nel caldo
opprimente. Dopo quella lunga e faticosa giornata piena di
preoccupazioni, Roberta adorava fare una rilassante passeggiata nelle
vie del centro di Verona per stare un poco da sola con sé stessa,
isolarsi dal mondo e non pensare per un momento ai problemi che la
sua vita quotidiana presentava: i figli, il lavoro, i soldi e il
marito che l'aveva abbandonata, a causa del cancro, e lei rimasta
molto turbata dalla sua morte.
IL QUATTORDICI FEBBRAIO
Alle tre meno dieci del mattino, la città di Londra ... appariva deserta, nel
caldo opprimente di febbraio, non si sa come facesse caldo a febbraio …
Infatti man mano che aumentava l’orario, le strade si riempivano sempre di
più, e c’ era molto più traffico.
caldo opprimente di febbraio, non si sa come facesse caldo a febbraio …
Infatti man mano che aumentava l’orario, le strade si riempivano sempre di
più, e c’ era molto più traffico.
QUEL MARE CHE TI PORTI DENTRO DA SEMPRE.
Era
di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare
appena increspato.
Il padre scomparso
Era di primo mattino, e il sole appena sorto
luccicava sulle scaglie del mare appena increspato.
L'ultimo giorno
Era di primo
mattino, e il sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare appena
increspato.
Il caldo, nonostante fossero appena le otto del mattino, era veramente opprimente, secco.
Il caldo, nonostante fossero appena le otto del mattino, era veramente opprimente, secco.
La Piccola Regina Delle Onde
Era di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare appena increspato. Chiara era già pronta per cavalcare la prima onda del giorno con la sua meravigliosa tavoletta da surf.
L'alba di una nuova vita
Era di primo mattino, e il
sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare appena increspato.
LA LUCE IMMENSA
Era di primo mattino,e il sole appena sorto
luccicava sulle scaglie del mare appena increspato.
JUST A DREAM
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