lunedì 22 luglio 2013

Curiostità


Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers", un locale a luci rosse nel centro di New York.

domenica 21 luglio 2013

il fiore nel deserto

  1. In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri,

sabato 20 luglio 2013

I Ricordi

Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni.

back to school


L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una letta, spedita da circa un anno ad una mia vecchia compagna di scuola: era destinata alla mia compagna di banco. Mi sedetti sulla poltrona, con un poco di fatica, accesi la lampada

Road Trip

Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni, forse perché ho abitato in così tanti posti diversi, e per così poco tempo, che non ho mai avuto modo di esplorare i remoti angoli del boschetto dietro casa, gli anfratti della scogliera sulla spiaggia davanti alla veranda, gli sgabuzzini del condomino...
Non ho mai patito la solitudine perché di amici ne trovavo ovunque, ma non ho mai avuto la possibilità di conoscere un posto talmente bene da poterlo chiamare casa.
Ho intrapreso questa lunga peregrinazione attraverso gli angoli più disparati della Francia per cercare di colmare questo vuoto: è già un mese che passo dalla Bretagna alla Costa Azzurra fermandomi per tre giorni in ogni casa, appartamento o baita che mi ha visto bambino; spesso trovo la casa già occupata da nuovi inquilini e quindi mi limito ad esplorare i dintorni.
È lampante come tutte le case siano state scelte da mia madre, si rassomigliano tutte pur essendo diverse: il colore pastello dei muri esterni, il piccolo giardino all'inglese ai lati del vialetto e altri piccoli dettagli.
Sorprendentemente scopro di ricordarmi con lucidità di ogni paesino in cui ho vissuto, a volte mi capita di riconoscere delle persone che spesso, ancor più soprendentemente, si ricordano di me.
Intanto noto cose che avevo trascurato nella mia giovinezza, ad esempio, mi rendo conto che l'albero da cui sono caduto rompendomi il braccio quando stavo in quella cittadina della Borgogna era una magnolia, che l'ammasso di rovi che vedevo dalla mia stanza della Costa Azzurra in realtà era un nido di gabbiani, che il piccolo condominio alla basa dei Pirenei aveva una soffitta di cui non avevo mai sospettato l'esistenza...
La cosa più bizzarra di questo viaggio mi capita in Normandia:  avevo abitato per circa sei mesi quando avevo dieci anni in una casetta dispersa in mezzo ai campi coltivati a cereali; deve essere stata una delle permanenze più lunghe, quella in Normandia.
Fatto sta che la casa è ancora come l'avevamo lasciata io e la mamma, con la porta e le imposte verniciate si un rosso spento e scrostato.
Dentro, però, ci vive un signore sull'ottantina abbondante che dimostra ancora un'agilità insospettabile quando, scorgendomi dalla finestra, viene immediatamente ad aprirmi la porta.
Ancor prima che io possa proferire parola Jaques mi ha già offerto un caffè bollente. Bevo in silenzio stupito dalla straordinaria ospitalità dell'anziano.
Poi lui si presenta e mi chiede cosa mi ha spinto fin lì e così attacco a raccontargli tutta la storia, dall'infanzia passata a saltare da un capo all'altro della Francia ai motivi che mi hanno spinto a intraprendere il mio viaggio.
Se Jaques è sorpreso di aver davanti un così bizzarro individuo non lo dà a vedere, anzi si offre lui stesso di mostrarmi i dintorni della casa dimostrando, per la seconda volta, che nonostante l'età è più sano di un ragazzino.
Mi fermo in Normandia per i soliti tre giorni visto che Jaques è così gentile da ospitarmi in casa sua.
Al momento della mia partenza gli prometto che verrò presto a trovarlo, ma lui mi chiede se può unirsi a me nel viaggio perchè sarebbe la sua ultima occasione di esplorare un piccolo pezzo di mondo.
Accetto volentieri dato che, lo ammetto, girare sempre solo è un po' penoso.
Ogni sera dei due mesi che abbiamo trascorso insieme viaggiando passava un paio d'ore chino a scrivere su un quaderno che non ha mai voluto mostrarmi, nemmeno dopo le mie insistenti suppliche.
Ora Jaques è in un letto d'ospedale con una brutta complicazione cardiovascolare; ieri sono andato a trovarlo e mi ha consegnato il quaderno.
Raccontava le avventure nei campi di cereali di un bambino: di come si divertisse a fare disegni nel frumento schiacciando le spighe dorate, e di come i contadini lo sgridavano anche se ormai rassegnati.
Quel bambino mi ricordava moltissimo me stesso durante il
periodo in Normandia.
Poi ecco, ho capito il messaggio che Jacques ha voluto trasmettermi trascrivendo tutti i suoi ricordi di me bambino: ha voluto farmi capire che il mio viaggio è, di fondo, inutile.
Inutile perché casa non è il posto che meglio conosci al mondo; casa può essere qualunque posto, basta che le persone si ricordino di te con affetto.

venerdì 19 luglio 2013

Finalmente, un nuovo inizio.

L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola:

L'amico


L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: “Caro Gigi, mi sento un po’ in imbarazzo

giovedì 18 luglio 2013

Il tempo guarisce ogni ferita

L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: è stata una grande emozione ritrovarla e rileggendola, non sembra che sia passato così poco tempo. Sembra ieri che l'abbia scritta perché provo lo stesso fervore e sentimento di quando l'avevo inviata.
Riporto il testo:
" Caro Andrea,
sono solo due giorni che sei partito e già mi manchi tanto, hai dovuto trasferirti in un'altra città non per tuo volere ma perché hai dovuto seguire la tua famiglia.
Questo lo capisco però ci soffro tanto.
Nella classe il tuo banco è vuoto, continuo a fissarlo e la mia mente ti rivede assorto nei tuoi pensieri.
Rivivo ancora quei pomeriggi passati insieme,  spensierati e allegri. Con te riuscivo a superare quei momenti in cui ti senti giù di morale quando andava male una verifica, mi sostenevi quando ero arrabbiata con i miei genitori o, quando discutevo con un'amica, c'eri sempre per me.
In questo momento della mia vita ho un vuoto dentro. Spero che il tempo mi aiuti a dimenticare perché per noi, data la nostra giovane età, è quasi impossibile poterci rivedere. Credo che il tuo sentimento verso di me fosse leale e vero. Confido in una tua risposta e ti auguro tanta serenità!
Con tanto affetto
                                                                                                                                            Laura"

Questa lettera adesso mi fa tenerezza perché a distanza di un anno il dolore è passato, ho ritrovato la serenità ed è proprio vero, come dice il proverbio, il tempo guarisce ogni ferita.
Comunque resterà sempre un dolcissimo ricordo.

Il fine giustifica i mezzi?


Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers''.  Era quasi notte, nell'aria si respirava sapore di divertimento e alcool.

L'omicidio

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso

lunedì 15 luglio 2013

Un vecchio amico


L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di classe:  era un po' stropicciata e sbiadita, ma si leggeva ancora:

L'incubo Coca Cola

.La notte del 30 agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò 42°;

domenica 14 luglio 2013

Il banchiere

L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola:

venerdì 12 luglio 2013

IL CASTELLO

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso e bussai alla porta.

lunedì 8 luglio 2013

Rose per Terry

Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie di fronte alla terrazza del "Dancers", uno dei più rinomati locali di New York, frequentato da gente di alta società.

sabato 6 luglio 2013

L'autunno

In alcune provincie si trovano case la cui vista ispira malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più isolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle ande, e le rovine di quel posto provocano solitudine e tristezza.
Nelle giornate piovose la natura si spegne. Rami secchi e foglie gialle cadono sulla terra riempiendola di vivaci colori creando un tappeto magico.
Le nubi nere piano piano riempiono il cielo, portando malumore ed infelicità.
Il tempo scorre, fuori si sente il fruscio del vento ed il forte scrosciare della pioggia. Uccelli, lepri e piccoli insetti cercano riparo sotto una tettoia, sotto un albero, in una piccola fessura di un muro.
Si sente l'odore dell'erba bagnata e anche delle castagne.
Poi arriva la notte buia, fredda e più terrificante del giorno. Si percepisce ancora il fruscio dell'aria anche se il temporale si è placato.
La nebbia trasforma il vivace paese in una grigia e cupa città e il passo pesante delle persone prese da una forte malinconia, fa capire che finalmente è arrivato l'autunno.

mercoledì 3 luglio 2013

Summertime Sadness.

La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.

martedì 2 luglio 2013

Il grande trasloco

La notte del trenta agosto 2039 un' ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò 42 gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia e il rantolo delle tubature annunciò che l' erogazione dell' acqua era sospesa fino alle otto di mattina

Mai arrendersi

Presto sarebbe volato via quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun  altro.

lunedì 1 luglio 2013

Uno piccolo bagliore

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso e mi avvicinai all'enorme portone che dava accesso al castello.