In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle lande, e le rovine.
PER ASPERA AD ASTRA Classe I B LINGUISTICO Liceo Ginnasio Statale"DANIELE MANIN" CREMONA. (ex allievo agente daniele manin agente blogger)
martedì 10 settembre 2013
Lisa.
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini - bambine, nella fattispecie - sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono, i pubblicitari infilano nei loro filmati.
Quell'ubriaco di Lennox!
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers", un bar proprio di fronte a casa mia.
Non mi stupiva che fosse così sbronzo perché dentro quel bar ne sono successe di tutti i colori. Era un luogo poco raccomandabile. Circa a metà estate il proprietario del locale aveva sparato ad un cliente per una banale lite e, in un altro episodio, un ragazzo aveva picchiato violentemente la sua fidanzata.
Erano le due di notte.
Terry parcheggiò la sua auto davanti al portone della mia vicina e cominciò a dar spettacolo.
Si sedette per terra e iniziò a cantare a squarciagola, dicendo di essere ubriaco e di aver bevuto troppo.
Poi, dopo questo bel concerto, si mise a ballare per la strada, mandando a quel paese un ragazzo che stava transitando nella via.
Non potendone più, mia mamma venne alla finestra per capire cosa stava succedendo e rimase sbalordita: Terry era sdraiato in mezzo alla strada. Era come se stesse osservando attentamente il cielo animato di stelle.
Mia madre, intanto, ritornò nel letto, si mise il cuscino sopra la testa e riprese a dormire. Io invece rimasi a godermi la scena.
Ad un certo punto sentii un rumore, come il motore di un'automobile. In effetti, stava arrivando una macchina ma, si accorse immediatamente dell'uomo. Scese dall'auto una signora sulla cinquantina e convinse Terry a salire per poi riportarlo a casa. Che fosse sua moglie?
Fatto sta che di Terry Lennox non ne sentii più parlare, più nessuna traccia.
Non mi stupiva che fosse così sbronzo perché dentro quel bar ne sono successe di tutti i colori. Era un luogo poco raccomandabile. Circa a metà estate il proprietario del locale aveva sparato ad un cliente per una banale lite e, in un altro episodio, un ragazzo aveva picchiato violentemente la sua fidanzata.
Erano le due di notte.
Terry parcheggiò la sua auto davanti al portone della mia vicina e cominciò a dar spettacolo.
Si sedette per terra e iniziò a cantare a squarciagola, dicendo di essere ubriaco e di aver bevuto troppo.
Poi, dopo questo bel concerto, si mise a ballare per la strada, mandando a quel paese un ragazzo che stava transitando nella via.
Non potendone più, mia mamma venne alla finestra per capire cosa stava succedendo e rimase sbalordita: Terry era sdraiato in mezzo alla strada. Era come se stesse osservando attentamente il cielo animato di stelle.
Mia madre, intanto, ritornò nel letto, si mise il cuscino sopra la testa e riprese a dormire. Io invece rimasi a godermi la scena.
Ad un certo punto sentii un rumore, come il motore di un'automobile. In effetti, stava arrivando una macchina ma, si accorse immediatamente dell'uomo. Scese dall'auto una signora sulla cinquantina e convinse Terry a salire per poi riportarlo a casa. Che fosse sua moglie?
Fatto sta che di Terry Lennox non ne sentii più parlare, più nessuna traccia.
lunedì 9 settembre 2013
Il Terribile.
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers".
domenica 8 settembre 2013
Aiuto
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.
sabato 7 settembre 2013
SOGNI INFRANTI
Quando lo vidi per la prima
volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla
terrazza del "Dancers.
La super maestra
Scritto da Alessia Rossi
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini- bambine, nella fattispecie- sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono, i pubblicitari infilano nei loro filmati; si sentiva un gran baccano e le grida dei bambini soffocavano quelle della maestra. Erano partiti dall'asilo e avrebbero trascorso una giornata felice al Trebbia.
Non avendo altri mezzi, avevano dovuto usare la macchina della maestra anche se era molto piccola per contenere tutti quei bambini.
"Su bimbi" disse la maestra " se ci stringiamo un po' ci stiamo tutti". Ci volle circa un quarto d'ora per sistemarli tutti, ma riuscirono a partire verso il fiume. Per fortuna che il tragitto fu breve, perché tutti i bambini si stavano lamentando: " Ahi, lui mi ha fatto male", "Anna, non spingermi", "Io voglio stare vicino a Sabrina", " Siamo arrivati???"... " Dai bimbi basta che siamo arrivati". Era vero. Il corso del Trebbia era proprio davanti a loro; era uno spettacolo stupendo: c'erano alberi e piccoli arbusti sulla riva del fiume e c'erano alcune persone che facevano rafting. La maestra da piccola ci andava spesso con i suoi genitori e così aveva deciso di portarci anche i suoi bimbi. Appena poco più avanti c'era un'enorme distesa d'erba con tantissimi fiori gialli, e la maestra decise di "accamparsi" lì.
Cominciò a stendere i salviettoni e a tirare fuori alcuni giochi da fare insieme ai bambini.
La mattina passò tranquilla; verso 12.30, cominciarono a mangiare e un'ora dopo, i bimbi si coricarono per il sonnellino e la maestra esausta si mise vicino a loro. Si sforzò di non dormire, ma il sonno la prevalse. Mentre stava ancora dormendo, due bambini si svegliarono e si allontanarono dagli altri e presero la stradina che andava verso il fiume.
Credendo di essere nella loro vasca da bagno con il sapone e le paperelle, si tuffarono in acqua e cominciarono a schizzarsi tra di loro. Nel frattempo,alcuni bambini li avevano visti allontanarsi e andarono subito ad avvisare la maestra che stava ancora dormendo. Quand'ebbe udito la storia dei bambini, si precipitò al fiume, convinta fossero andati lì, e non si sbagliava: i due bimbi erano in mezzo al fiume e vicino a loro c'era un mulinello.
Senza pensarci due volte, la maestra si tuffò e con poca fatica riuscì a recuperarli. Dopo averli portati a riva, li asciugò e cominciarono a prepararsi per tornare a casa.
Arrivati all'asilo, i genitori erano tutti lì ad aspettarli, compresi quelli dei bambini caduti in acqua. La maestra si avvicinò a loro e gli disse che c'era stato un piccolo incidente, ma che tutto si era risolto con un piccolo bagnetto. Salutò bambini e genitori e tornò a casa esausta.
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini- bambine, nella fattispecie- sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono, i pubblicitari infilano nei loro filmati; si sentiva un gran baccano e le grida dei bambini soffocavano quelle della maestra. Erano partiti dall'asilo e avrebbero trascorso una giornata felice al Trebbia.
Non avendo altri mezzi, avevano dovuto usare la macchina della maestra anche se era molto piccola per contenere tutti quei bambini.
"Su bimbi" disse la maestra " se ci stringiamo un po' ci stiamo tutti". Ci volle circa un quarto d'ora per sistemarli tutti, ma riuscirono a partire verso il fiume. Per fortuna che il tragitto fu breve, perché tutti i bambini si stavano lamentando: " Ahi, lui mi ha fatto male", "Anna, non spingermi", "Io voglio stare vicino a Sabrina", " Siamo arrivati???"... " Dai bimbi basta che siamo arrivati". Era vero. Il corso del Trebbia era proprio davanti a loro; era uno spettacolo stupendo: c'erano alberi e piccoli arbusti sulla riva del fiume e c'erano alcune persone che facevano rafting. La maestra da piccola ci andava spesso con i suoi genitori e così aveva deciso di portarci anche i suoi bimbi. Appena poco più avanti c'era un'enorme distesa d'erba con tantissimi fiori gialli, e la maestra decise di "accamparsi" lì.
Cominciò a stendere i salviettoni e a tirare fuori alcuni giochi da fare insieme ai bambini.
La mattina passò tranquilla; verso 12.30, cominciarono a mangiare e un'ora dopo, i bimbi si coricarono per il sonnellino e la maestra esausta si mise vicino a loro. Si sforzò di non dormire, ma il sonno la prevalse. Mentre stava ancora dormendo, due bambini si svegliarono e si allontanarono dagli altri e presero la stradina che andava verso il fiume.
Credendo di essere nella loro vasca da bagno con il sapone e le paperelle, si tuffarono in acqua e cominciarono a schizzarsi tra di loro. Nel frattempo,alcuni bambini li avevano visti allontanarsi e andarono subito ad avvisare la maestra che stava ancora dormendo. Quand'ebbe udito la storia dei bambini, si precipitò al fiume, convinta fossero andati lì, e non si sbagliava: i due bimbi erano in mezzo al fiume e vicino a loro c'era un mulinello.
Senza pensarci due volte, la maestra si tuffò e con poca fatica riuscì a recuperarli. Dopo averli portati a riva, li asciugò e cominciarono a prepararsi per tornare a casa.
Arrivati all'asilo, i genitori erano tutti lì ad aspettarli, compresi quelli dei bambini caduti in acqua. La maestra si avvicinò a loro e gli disse che c'era stato un piccolo incidente, ma che tutto si era risolto con un piccolo bagnetto. Salutò bambini e genitori e tornò a casa esausta.
LO SCRITTORE MUSICISTA
- In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle lande, e le rovine...ed è in un posto come questo che Andrea passa le sue "vacanze di lavoro".
venerdì 6 settembre 2013
La tristezza di Alex
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice, ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse- sensazione fin troppo tipica e cruda- a qualcun'altro.
Era un uomo sulla settantina che viveva in un piccolo paesino di montagna.
Alex aveva avuto un'infanzia dura: a 6 anni sua madre morì a causa di un tumore. I dottori,a quel tempo, non avevano le cure mediche necessarie per salvarla, così lo lasciò solo con la sorellina Maria perché il padre era scappato di casa pochi giorni prima che lei morisse.
Cominciò a lavorare nei campi come agricoltore all'età di quindici anni. Faticava dieci ore al giorno per portare a casa il denaro necessario per far mangiare lui e Maria.
Ben presto, però, una famiglia benestante li adottò e la sua vita cambiò radicalmente.
A 18 anni conobbe Clara, una ragazza della sua età che lavorava nella panetteria del padre.
Si innamorarono,cominciarono a frequentarsi e a 25 anni si sposarono.
Clara, dopo il matrimonio, smise di lavorare da suo padre e, insieme a suo marito, aprirono un negozio di abbigliamento.
Pochi anni dopo ebbero un figlio, Luca, un bel bambino biondo con gli occhi azzurri, il ritratto identico di suo papà. Diventato grande, si laureò in lingue e andò a lavorare in Inghilterra in una prestigiosa scuola di Londra, una bella soddisfazione per Alex e Clara.
Ma, nel febbraio del 2010, il padre venne a sapere che Luca ebbe un incidente stradale mentre si stava recando a lavoro e morì sul colpo. Dal dispiacere, Clara impazzì e suo marito fu costretto a portarla in una casa di cura.
Nella sua mente la sua vita finì proprio quel febbraio. Era accaduto tutto così velocemente che non sembrava neanche che un dolore così grande fosse toccato a lui.
Era un uomo sulla settantina che viveva in un piccolo paesino di montagna.
Alex aveva avuto un'infanzia dura: a 6 anni sua madre morì a causa di un tumore. I dottori,a quel tempo, non avevano le cure mediche necessarie per salvarla, così lo lasciò solo con la sorellina Maria perché il padre era scappato di casa pochi giorni prima che lei morisse.
Cominciò a lavorare nei campi come agricoltore all'età di quindici anni. Faticava dieci ore al giorno per portare a casa il denaro necessario per far mangiare lui e Maria.
Ben presto, però, una famiglia benestante li adottò e la sua vita cambiò radicalmente.
A 18 anni conobbe Clara, una ragazza della sua età che lavorava nella panetteria del padre.
Si innamorarono,cominciarono a frequentarsi e a 25 anni si sposarono.
Clara, dopo il matrimonio, smise di lavorare da suo padre e, insieme a suo marito, aprirono un negozio di abbigliamento.
Pochi anni dopo ebbero un figlio, Luca, un bel bambino biondo con gli occhi azzurri, il ritratto identico di suo papà. Diventato grande, si laureò in lingue e andò a lavorare in Inghilterra in una prestigiosa scuola di Londra, una bella soddisfazione per Alex e Clara.
Ma, nel febbraio del 2010, il padre venne a sapere che Luca ebbe un incidente stradale mentre si stava recando a lavoro e morì sul colpo. Dal dispiacere, Clara impazzì e suo marito fu costretto a portarla in una casa di cura.
Nella sua mente la sua vita finì proprio quel febbraio. Era accaduto tutto così velocemente che non sembrava neanche che un dolore così grande fosse toccato a lui.
Amare: sempre e comunque
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma un modo distaccato come se la sua vita appartenesse-sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo-a qualcun altro e come se lui fosse solo un robot telecomandato.
Un tesoro di ricordi
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni...
É da poco che sono tornato a vivere nella casa della mia infanzia.
É da poco che sono tornato a vivere nella casa della mia infanzia.
giovedì 5 settembre 2013
IL RICORDO DI UN FRATELLO
- Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore.
mercoledì 4 settembre 2013
Ricordi quando...
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola:…
la meravigliosa casa abbandonata
di Ilaria Pini
In alcune
province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei
chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi;
le tre pesti
di Ilaria Pini
A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la
giardinetta rossa piena zeppa di
bambini-bambine
martedì 3 settembre 2013
"CARO AMICO "
- L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola che diceva così:
lunedì 2 settembre 2013
Il mondo dello spettacolo
A vederla luccicare tra
le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di
bambini - bambine, nella fattispecie - sembrava venir fuori da una di quelle
scene di famiglie felici che, appena possono, i pubblicitari infilano nei loro
filmati per far sembrare la vita tutte rose e fiori.
domenica 1 settembre 2013
Svuotata
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo
eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò
quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato
di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era
sospesa fino alle otto di mattina.
La mia prima casa
Mi sento sempre attratta dai posti
dove sono vissuta, le case e i loro dintorni… Mi ricorda quando
giocavo con le mie amichette. In ogni nuova casa in cui andavo ad abitare,
avevo sempre delle amichette.
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