Il
mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo
non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di
ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella
funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello
minore.
PER ASPERA AD ASTRA Classe I B LINGUISTICO Liceo Ginnasio Statale"DANIELE MANIN" CREMONA. (ex allievo agente daniele manin agente blogger)
sabato 31 agosto 2013
Vivendo tra i libri.
Presto sarebbe volato
via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente
infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione
fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
Il Signore del Bosco
In
mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte
aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici
viandanti.
venerdì 30 agosto 2013
Forse morto
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola. Non é che fosse un amico stretto, anzi, a malapena ci parlavamo. Mi scrisse a Dicembre.
giovedì 29 agosto 2013
La scomparsa dell'uomo
La notte del 30 agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi. A mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.
Ma ormai, era un mese che non pioveva in tutto il mondo e gli abitanti di New York erano abituati al caldo soffocante dell'estate.
Per mesi e mesi non riuscirono più ad avere l'acqua per lavarsi, per cucinare e neanche per bere perché i laghi e i fiumi si erano totalmente prosciugati. Quindi, morirono anziani, bambini, donne e uomini in tutta la Terra. L'uomo scomparve. Di lui nessuna traccia. Dominava il silenzio. Più nessun rumore di clacson, fabbriche e televisioni accese.
100 anni dopo a New York.
Sembra impossibile, ma la Grande Mela non si riconosceva più. Sommersa dalle piante, sembrava essersi trasformata in un'immensa foresta.
Broadway, illuminata dai giganteschi cartelli pubblicitari, dai numerosi fari delle auto e dagli infiniti negozi sempre aperti, ora si riconosce a malapena. Ad illuminarla, solo i deboli raggi del sole in tardo pomeriggio.
I muri dei grossi palazzi, teatri e supermercati erano completamente scrostati, avevano perso la loro lucentezza, la loro vivacità ed enormi edere popolavano gli edifici.
I tanti grattacieli di Manhattan non resistettero per molto e gli tsunami provocarono crolli a catena di edifici e monumenti.
L'enorme Central Park si trasformò in una vera e propria giungla: erba altissima, piante con foglie gigantesche, insetti ovunque e cominciarono a trasferirsi quaggiù anche gli animali, come tigri, zebre ed elefanti, scappati dagli zoo ormai dimenticati.
I frenetici luna park, con le montagne russe più divertenti del mondo, ora erano cumuli di rottame arrugginito in mezzo ad una fitta vegetazione.
Della famosissima Statua della Libertà rimase solo la piattaforma su cui era appoggiata ed una parte del piede destro. Del lunghissimo Ponte di Brooklyn e dell'Empire State Building nemmeno la traccia.
Insomma, della città più famosa del mondo rimasero solo monumenti e palazzi distrutti.
Forse, la scomparsa della nostra specie è la cosa che ci spaventa di più, ancor più della morte, anche se, supponiamo che fra milioni di anni gli uomini potranno essere vittima di numerose catastrofi naturali.
Ma ormai, era un mese che non pioveva in tutto il mondo e gli abitanti di New York erano abituati al caldo soffocante dell'estate.
Per mesi e mesi non riuscirono più ad avere l'acqua per lavarsi, per cucinare e neanche per bere perché i laghi e i fiumi si erano totalmente prosciugati. Quindi, morirono anziani, bambini, donne e uomini in tutta la Terra. L'uomo scomparve. Di lui nessuna traccia. Dominava il silenzio. Più nessun rumore di clacson, fabbriche e televisioni accese.
100 anni dopo a New York.
Sembra impossibile, ma la Grande Mela non si riconosceva più. Sommersa dalle piante, sembrava essersi trasformata in un'immensa foresta.
Broadway, illuminata dai giganteschi cartelli pubblicitari, dai numerosi fari delle auto e dagli infiniti negozi sempre aperti, ora si riconosce a malapena. Ad illuminarla, solo i deboli raggi del sole in tardo pomeriggio.
I muri dei grossi palazzi, teatri e supermercati erano completamente scrostati, avevano perso la loro lucentezza, la loro vivacità ed enormi edere popolavano gli edifici.
I tanti grattacieli di Manhattan non resistettero per molto e gli tsunami provocarono crolli a catena di edifici e monumenti.
L'enorme Central Park si trasformò in una vera e propria giungla: erba altissima, piante con foglie gigantesche, insetti ovunque e cominciarono a trasferirsi quaggiù anche gli animali, come tigri, zebre ed elefanti, scappati dagli zoo ormai dimenticati.
I frenetici luna park, con le montagne russe più divertenti del mondo, ora erano cumuli di rottame arrugginito in mezzo ad una fitta vegetazione.
Della famosissima Statua della Libertà rimase solo la piattaforma su cui era appoggiata ed una parte del piede destro. Del lunghissimo Ponte di Brooklyn e dell'Empire State Building nemmeno la traccia.
Insomma, della città più famosa del mondo rimasero solo monumenti e palazzi distrutti.
Forse, la scomparsa della nostra specie è la cosa che ci spaventa di più, ancor più della morte, anche se, supponiamo che fra milioni di anni gli uomini potranno essere vittima di numerose catastrofi naturali.
COME TI CAMBIA LA VITA
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
UNA GRANDE PASSIONE
- Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
L'UNIONE TRA UOMINI
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò 42 gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.
mercoledì 28 agosto 2013
Sicily
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse -sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo- a qualcun altro...
Marco
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.
martedì 27 agosto 2013
Benjamin
"Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese dalla vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore.
lunedì 26 agosto 2013
sotto il letto
- Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers".
sabato 24 agosto 2013
I bambini del molo.
"Children,
don't play with children you don't know":
ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole,
e che la vastità della spiaggia inghiottiva
Chi la fa, l'aspetti!!!
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore.
venerdì 23 agosto 2013
Occhi verdi
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers", uno dei locali notturni stile anni '80 nella periferia di New York.
Lettera
L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad una vecchia compagna di scuola.
giovedì 22 agosto 2013
Prima della partenza non avevo capito la sua importanza
Mi sento sempre attratta dai posti dove sono vissuta, le case e i loro dintorni.
Il calcio
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore.
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