giovedì 21 febbraio 2013

MORTI PER TERRA
I CAPELLI TAGLIATI
ORA SON CORTI.
PIANTE SUL TETTO
CHE TOCCANO L'AZZURRO
IL VENTO SOFFIA.

HAIKU

 Giorni di pioggia
 
 il sole ritornato
 
arriva nebbia

HAIKU

Fiocchi di neve
tristezza regalano
freddo portano

HAIKU

La neve bianca
cade velocemente
sul grande prato

HAIKU

freddo incombe
oceano di ghiaccio
il caldo cuore

HAIKU

sul muro giallo
pare piccolo il mondo
occhi di bimbo

HAIKU

Mani gelate
fiamme affievolite
cuori ardenti
IL NUOVO TABLET
ILLUMINA LA STANZA
DI LUCE NUOVA
IL GALLO CANTA
IL MONDO SI RISVEGLIA
ECCO CHE PARTO
I BiMBI MORTI
LE SCUOLE SEMPRE CHIUSE
L'IGNORANZA
LA GRANDE PORTA
HA OCCHI SULLA STRADA
E VEDE TUTTO

mercoledì 20 febbraio 2013

l'abbecedario

Era un giorno come gli altri quando un vecchio signore entró nel negozio e mi compró in cambio di una vecchia giacca, da quel momento cominciai una vita avventurosa, ma in tutti gli anni che mancai da casa mia ne sentii la mancanza.
Il primo viaggio che feci fu proprio col vecchio signore, che tutti per strada chiamavano Geppetto. Fu un lungo cammino e il tempo di sicuro non fu dalla nostra: il povero signor Geppetto dopo aver venduto la sua giacca era rimasto in camicia e tremava talmente forte che mi venne su il mal di mare. Questo piccolo inconveniente non ci fermó: io volevo dare prova di essere un degno compagno di viaggio e il signor Geppetto era determinato a raggiungere la sua meta, eravamo una grande squadra! Con grande entusiasmo raggiungemmo la nostra meta: era una piccola casetta, con un fuoco e una pentola disegnati sul cartone, un tavolo e una sedia sulla quale era seduto un mini signor Geppetto. Il mio compagnio di viaggio mi posó sul tavolo, penso che volesse farmi ammirare meglio il panorama ma io ero esausto e appena il signore si giró mi addormentai.
Il giorno seguente fui svegliato dal mini Geppetto che tutto contento mi prese sotto braccio e insieme uscimmo: era il mio secondo viaggio! Il giovane aveva molto entusiasmo e io cominciai a pensare che mi avrebbe portato in un luogo chiamato scuola dove molti altri miei amici mi attendevano ma il mio compagno venne attirato da una musica allegra che a parer mio prometteva solo guai. Seguendo il suono della musica arrivammo all'entrata di una tenda dove su uno sgabello stava seduto un ragazzotto che si mise a parlare con il mini Geppetto. Il mio compagno dopo un paio di minuti mi guardó, mi abbandonó nelle mani dell'ometto cattivo ed entró nella tenda.
Cosí si concluse il mio secondo viaggio, abbandonato da un ragazzetto che non si meritava di aver avuto me al suo fianco anche se per poco tempo.

martedì 19 febbraio 2013

GRILLO VS PINOCCHIO

Ormai sono famoso nel mondo dei bambini, sono il Grillo parlante di Pinocchio!
Io e i miei simili non siamo mai stati degli animali " saggi", ma in Toscana siamo molto caratteristici.
Vivo da vent'anni nella povera casa di Geppetto, e non mi sono ancora stancato di abitarci, dopotutto mi piace molto.

L'inutile (?)

Piacere a tutti ragazzi! Mi presento,sono il grillo-parlante proveniente dalla famosissima storia di Pinocchio ... mi riconoscete? Su dai,sono piccolo,verde,porto una calzamaglia con delle bretelle,tengo un piccolo bastone e,sulla mia testolina,sta un cappello. Dunque,avete capito chi sono? Ecco,finalmente! Sono un filosofo,la pazienza la perdo raramente,ma fu proprio un particolare giorno in cui la mia collera esplose. Me ne stavo tranquillo nella mia casetta,nient'altro che un piccolo buco sui muri della casa del padre di quel maledetto burattino,Geppetto. Stavo leggendo un libro veramente appassionante,mi ci ero proprio immerso. Mi stavo immaginando tutto quanto,era come se fossi entrato in quelle pagine nere e bianche. Mentre me ne stavo tranquillo ad assaporare i piaceri della lettura,un frastuono mi distrasse completamente e riposi il libro. Uscì dal buco e vidi un bambino, no ma quello non era un bambino! Però si muoveva come se lo fosse. Era un burattino,un semplice burattino sdraiato in mezzo alla stanza,che ogni tanto sospirava. Quelli però non erano  sospiri di stanchezza, sembravano più di ...contentezza,di spensieratezza! Io,il solito impiccione, non feci in tempo a saltare giù dal muro che quella canaglia già m'aveva avvistato. Subito mi disse:" Chi sei?" "Sono un grillo,non vedi? Un grillo speciale,un grillo-parlante e non solo!" "Che vuoi da me?" "Volevo solo ricordarti di non cacciarti nei guai...i ragazzini come te che scappano di casa,che non danno ascolto ai propri genitori beh che dire,non avranno mai bene in questo mondo! Bada a te mio caro Pinocchio!". Lui proprio non voleva ascoltarmi,se ne stava lì,a fissarmi con un'espressione e con occhi che se ne fregavano altamente delle mie parole,delle mie raccomandazioni. Quel disgraziato voleva fare il vagabondo per tutta la vita,senza andare a scuola. Voleva solo mangiare,bere e dormire. Nient'altro! Quelli che facevano come lui,andavano a finire quasi sicuramente in prigione. Con un tono un po' impazientito gli dissi:" Sei proprio una socca,nel vero senso della parola!". A quel punto Pinocchio si infuriò talmente tanto che prese un martello di legno e me lo scagliò contro,tanto che io rimasi stecchito,spiaccicato alla parete. Ero e sono ancora morto,ma la mia anima e la mia ombra non cessano di vivere e di stuzzicare (aiutare) quel burattino disobbediente. Era buio là fuori e la mia ombra se ne stava accanto al tronco di un albero,ovviamente aspettava solo Pinocchio. Quando arrivò il furfantello subito disse:" Senti caro burattino, se non vuoi altri guai è meglio che te ne vai da qui e porti i quattro zecchini al tuo povero papà. Quelli che promettono di farti ricco di solito sono sempre imbroglioni,magari anche assassini!". Ma quella socca non stava ad ascoltare l'ombra,d'altronde come sempre! "Voglio andare avanti" continuava a ripetere. Il mio spirito gli diede la buona notte e si spense,lasciando la strada ancor più buia di quanto lo era prima. Quello che successe dopo non sto a raccontarvelo,provate un po' a immaginare. Sono veramente così inutile? Badate,la coscienza non è mai inutile,anche se non la si sta ad ascoltare. Un consiglio,un aiuto fa sempre bene. 









Il Gatto

É facile ingannare i bambini,ancor di piú lo é quando sono burattini...

La Socca e l'assasino

Io me ne stavo là, solo soletto, aspettando il mio turno... qualcuno doveva prendermi con sè prima o poi. Ogni tanto qualche uccellino picchiettava sulla mia testa e io con uno strillo lo cacciavo via. Venne il giorno in cui un uomo piuttosto anziano mi prese tra le braccia e mi portò via.

Ricordi di un burattino.

Ero un albero, un albero grande e maestoso che si ergeva sulla cima di una collina; i miei rami ondeggiavano al vento e i viandanti si riposavano sotto le mie fronde.
Poi arrivò l'uomo con l'accetta, che cominciò

Mi sono stufato dei bambini

Come al solito, sono odiato da tutti i bambini. I genitori mi comprano, anche spendendo il loro ultimo centesimo, e i bambini fanno di tutto per buttarmi via.

giovedì 7 febbraio 2013

La Fonte della Buona Sorte

Volevo pubblicare questa fiaba che secondo me é molto bella.....
In un giardino incantato chiuso da alte mura e protetto da potenti magie, in cima a un colle scorreva la Fonte della Buona Sorte.
Una volta l'anno, tra l'alba ed il tramonto del giorno piú lungo, un solo infelice aveva il privilegio di intraprendere il viaggio alla Fonte, bagnarvisi e ricevere Buona Sorte per il resto della vita.