mercoledì 31 luglio 2013

Lezioni di vita.

"Children, don't play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottiva e disperdeva senza eco. I due ragazzi, un maschio e una femmina, erano avvezzi a riceverla come un segno di stanco commiato che significava, in sostanza, "fate il comodo vostro e non seccate”.
I due cugini in realtà, Gale e Clary, avevano sempre mal interpretato il richiamo dei loro nonni inglesi.

La lettera scarlatta.

L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: era una lettera cifrata. In ogni angolo erano presenti i simboli più strani, che, per un occhio inesperto, sarebbero risultati addirittura incomprensibili. 

il rifugio segreto

Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le casa e i loro dintorni; mi ricordano momenti indimenticabili della mia infanzia, persone che ho incontrato, che mi hanno sempre sostenuto e che non scorderò mai.

La soffitta

Mi sento attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni. Il posto che preferivo della mia vecchia casa era la soffitta, il posto ideale per pensare e per ritrovare vecchi romanzi la cui lettura fa sempre piacere.
Mi ricordo che era triste e buia.
L'odore che si sentiva era quello della polvere e di vecchi giornali posati su un tavolo di legno ormai dimenticato.
Fuori, si sentiva solo il ticchettio della pioggia. Qua e là pendevano grosse ragnatele la cui vista dava l'impressione di essere in una casa dell'orrore.
Da una fessura di un finestrino un debole raggio di luce illuminava un piccolo cavallino a dondolo che usavo sempre da bambino.
All'improvviso balzò fuori da uno scatolone un piccolo topolino che correva sul pavimento, lasciando le sue minuscole impronte sulla polvere. Poi si fermò ed in un batter di ciglia sparì in un buco.
Incuriosita, presi una sedia sgangherata e con timore di cadere, guardai fuori dall'abbaino. Vidi che le case che mi circondavano erano rimaste uguali ma il tempo aveva lasciato il segno; i muri erano scrostati e i colori di questi non erano più così brillanti come una volta, i tetti erano un po' malandati.
Da una remota e piccola stanza riemersero mille ricordi.

un fratello per amico

Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo.

martedì 30 luglio 2013

Desolato

In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridita delle lande, e le rovine... questo é tutto ciò che circonda Castelverde.

l'esplosione

  1. Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.

lunedì 29 luglio 2013

Le sette figlie

A vederla luccicare tra le colline sulla stradina di campagna, la giardinetta rossa piena zeppa di bambini- bambine, nella fattispecie- sembrava venir fuori da una di quelle scene di famiglie felici che, appena possono i pubblicitari infilano nei loro filmati.

Piccoli amori crescono


Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni;

Una nave per chissà dove

La notte del 30 agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò i 42°; a mezzanotte tutte le docce emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.
Orm ai New York era cambiata:

domenica 28 luglio 2013

lo shampoo

  1. La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti.

crescere

  1. "Children, don't play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole

Girone dantesco

La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti.

La creatura

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso e per poco non rischiai di cadere nel fossato sottostante, anche se era asciutto.

sabato 27 luglio 2013

Il conte

Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni.

LA MALEDIZIONE

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso…

LA STORIA SI RIPETE

La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina…

mercoledì 24 luglio 2013

Pensieri Lontani

Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse – sensazione  fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altro che non ha mai conosciuto in tutta la sua vita. Alex è sempre stato un tipo curioso e impiccione. Quando non aveva niente da fare si sedeva sulla sua poltroncina a dondolo e si immergeva nei suoi pensieri, non solo i suoi, anche di quelli di altre persone. Pensava al suo vecchio amico che non vedeva da anni o se le sue vecchie compagne delle scuole superiori avevano ancora le stesse capigliature di un tempo. Nonostante il suo interesse maniacale per i fatti altrui,è sempre stato un bravo ragazzo. Poteva pensare ad un sacco di cose in un solo istante. Pensare era per lui una consuetudine che lo pervadeva da anni ormai.La sua vita apparteneva a qualcun altro perchè non ha mai guardato dentro se stesso. Non ha ma detto:"E io chi sono?". Non saprebbe rispondere perchè  ha sempre pensato agli altri invece che al proprio ego.

Trappola di afa

La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina. Le strade erano infuocate e certa gente perdeva il respiro al solo uscire di casa. Tra le grandi metropoli, la "Grande Mela" era quella più rovente. In seguito vi erano Los Angeles e San Diego. Alla televisione parlavano delle foreste, che a causa dell'alta temperatura cominciarono a prendere fuoco. Il presidente Obama diede ordine di far evacuare completamente tutti gli stati. Tutta la popolazione statunitense venne racchiusa in imponenti navi di trasporto che fornivano loro vita e alloggio. Nei dormitori delle navi si poteva udire di tutto: bambini che piangevano, uomini che barcollavano in tutte le sale ubriachi, ammassi di persone che urlavano invano i rinforzi. Ora sapevano di trovarsi nei pasticci, e non potevano farci nulla. Dovevano stare muti e pregare. Anche se ci si trova nei guai però c'è sempre una speranza che ti da la forza di combattere. Io ho un motto:"NON BISOGNA MAO ARRENDERSI!!"

Il mio disgraziato fratello


Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore e dovevo obbedire.

Il passero solitario


Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice, ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.

lunedì 22 luglio 2013

1950, ULTIMA LETTERA

L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola..

LA VERITà SU TERRY LENNOX

Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una  Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del " Dancers".

Curiostità


Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers", un locale a luci rosse nel centro di New York.

domenica 21 luglio 2013

il fiore nel deserto

  1. In alcune province si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri,

sabato 20 luglio 2013

I Ricordi

Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni.

back to school


L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una letta, spedita da circa un anno ad una mia vecchia compagna di scuola: era destinata alla mia compagna di banco. Mi sedetti sulla poltrona, con un poco di fatica, accesi la lampada

Road Trip

Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni, forse perché ho abitato in così tanti posti diversi, e per così poco tempo, che non ho mai avuto modo di esplorare i remoti angoli del boschetto dietro casa, gli anfratti della scogliera sulla spiaggia davanti alla veranda, gli sgabuzzini del condomino...
Non ho mai patito la solitudine perché di amici ne trovavo ovunque, ma non ho mai avuto la possibilità di conoscere un posto talmente bene da poterlo chiamare casa.
Ho intrapreso questa lunga peregrinazione attraverso gli angoli più disparati della Francia per cercare di colmare questo vuoto: è già un mese che passo dalla Bretagna alla Costa Azzurra fermandomi per tre giorni in ogni casa, appartamento o baita che mi ha visto bambino; spesso trovo la casa già occupata da nuovi inquilini e quindi mi limito ad esplorare i dintorni.
È lampante come tutte le case siano state scelte da mia madre, si rassomigliano tutte pur essendo diverse: il colore pastello dei muri esterni, il piccolo giardino all'inglese ai lati del vialetto e altri piccoli dettagli.
Sorprendentemente scopro di ricordarmi con lucidità di ogni paesino in cui ho vissuto, a volte mi capita di riconoscere delle persone che spesso, ancor più soprendentemente, si ricordano di me.
Intanto noto cose che avevo trascurato nella mia giovinezza, ad esempio, mi rendo conto che l'albero da cui sono caduto rompendomi il braccio quando stavo in quella cittadina della Borgogna era una magnolia, che l'ammasso di rovi che vedevo dalla mia stanza della Costa Azzurra in realtà era un nido di gabbiani, che il piccolo condominio alla basa dei Pirenei aveva una soffitta di cui non avevo mai sospettato l'esistenza...
La cosa più bizzarra di questo viaggio mi capita in Normandia:  avevo abitato per circa sei mesi quando avevo dieci anni in una casetta dispersa in mezzo ai campi coltivati a cereali; deve essere stata una delle permanenze più lunghe, quella in Normandia.
Fatto sta che la casa è ancora come l'avevamo lasciata io e la mamma, con la porta e le imposte verniciate si un rosso spento e scrostato.
Dentro, però, ci vive un signore sull'ottantina abbondante che dimostra ancora un'agilità insospettabile quando, scorgendomi dalla finestra, viene immediatamente ad aprirmi la porta.
Ancor prima che io possa proferire parola Jaques mi ha già offerto un caffè bollente. Bevo in silenzio stupito dalla straordinaria ospitalità dell'anziano.
Poi lui si presenta e mi chiede cosa mi ha spinto fin lì e così attacco a raccontargli tutta la storia, dall'infanzia passata a saltare da un capo all'altro della Francia ai motivi che mi hanno spinto a intraprendere il mio viaggio.
Se Jaques è sorpreso di aver davanti un così bizzarro individuo non lo dà a vedere, anzi si offre lui stesso di mostrarmi i dintorni della casa dimostrando, per la seconda volta, che nonostante l'età è più sano di un ragazzino.
Mi fermo in Normandia per i soliti tre giorni visto che Jaques è così gentile da ospitarmi in casa sua.
Al momento della mia partenza gli prometto che verrò presto a trovarlo, ma lui mi chiede se può unirsi a me nel viaggio perchè sarebbe la sua ultima occasione di esplorare un piccolo pezzo di mondo.
Accetto volentieri dato che, lo ammetto, girare sempre solo è un po' penoso.
Ogni sera dei due mesi che abbiamo trascorso insieme viaggiando passava un paio d'ore chino a scrivere su un quaderno che non ha mai voluto mostrarmi, nemmeno dopo le mie insistenti suppliche.
Ora Jaques è in un letto d'ospedale con una brutta complicazione cardiovascolare; ieri sono andato a trovarlo e mi ha consegnato il quaderno.
Raccontava le avventure nei campi di cereali di un bambino: di come si divertisse a fare disegni nel frumento schiacciando le spighe dorate, e di come i contadini lo sgridavano anche se ormai rassegnati.
Quel bambino mi ricordava moltissimo me stesso durante il
periodo in Normandia.
Poi ecco, ho capito il messaggio che Jacques ha voluto trasmettermi trascrivendo tutti i suoi ricordi di me bambino: ha voluto farmi capire che il mio viaggio è, di fondo, inutile.
Inutile perché casa non è il posto che meglio conosci al mondo; casa può essere qualunque posto, basta che le persone si ricordino di te con affetto.

venerdì 19 luglio 2013

Finalmente, un nuovo inizio.

L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola:

L'amico


L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: “Caro Gigi, mi sento un po’ in imbarazzo

giovedì 18 luglio 2013

Il tempo guarisce ogni ferita

L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: è stata una grande emozione ritrovarla e rileggendola, non sembra che sia passato così poco tempo. Sembra ieri che l'abbia scritta perché provo lo stesso fervore e sentimento di quando l'avevo inviata.
Riporto il testo:
" Caro Andrea,
sono solo due giorni che sei partito e già mi manchi tanto, hai dovuto trasferirti in un'altra città non per tuo volere ma perché hai dovuto seguire la tua famiglia.
Questo lo capisco però ci soffro tanto.
Nella classe il tuo banco è vuoto, continuo a fissarlo e la mia mente ti rivede assorto nei tuoi pensieri.
Rivivo ancora quei pomeriggi passati insieme,  spensierati e allegri. Con te riuscivo a superare quei momenti in cui ti senti giù di morale quando andava male una verifica, mi sostenevi quando ero arrabbiata con i miei genitori o, quando discutevo con un'amica, c'eri sempre per me.
In questo momento della mia vita ho un vuoto dentro. Spero che il tempo mi aiuti a dimenticare perché per noi, data la nostra giovane età, è quasi impossibile poterci rivedere. Credo che il tuo sentimento verso di me fosse leale e vero. Confido in una tua risposta e ti auguro tanta serenità!
Con tanto affetto
                                                                                                                                            Laura"

Questa lettera adesso mi fa tenerezza perché a distanza di un anno il dolore è passato, ho ritrovato la serenità ed è proprio vero, come dice il proverbio, il tempo guarisce ogni ferita.
Comunque resterà sempre un dolcissimo ricordo.

Il fine giustifica i mezzi?


Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers''.  Era quasi notte, nell'aria si respirava sapore di divertimento e alcool.

L'omicidio

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso

lunedì 15 luglio 2013

Un vecchio amico


L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di classe:  era un po' stropicciata e sbiadita, ma si leggeva ancora:

L'incubo Coca Cola

.La notte del 30 agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò 42°;

domenica 14 luglio 2013

Il banchiere

L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola:

venerdì 12 luglio 2013

IL CASTELLO

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso e bussai alla porta.

lunedì 8 luglio 2013

Rose per Terry

Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie di fronte alla terrazza del "Dancers", uno dei più rinomati locali di New York, frequentato da gente di alta società.

sabato 6 luglio 2013

L'autunno

In alcune provincie si trovano case la cui vista ispira malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più isolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle ande, e le rovine di quel posto provocano solitudine e tristezza.
Nelle giornate piovose la natura si spegne. Rami secchi e foglie gialle cadono sulla terra riempiendola di vivaci colori creando un tappeto magico.
Le nubi nere piano piano riempiono il cielo, portando malumore ed infelicità.
Il tempo scorre, fuori si sente il fruscio del vento ed il forte scrosciare della pioggia. Uccelli, lepri e piccoli insetti cercano riparo sotto una tettoia, sotto un albero, in una piccola fessura di un muro.
Si sente l'odore dell'erba bagnata e anche delle castagne.
Poi arriva la notte buia, fredda e più terrificante del giorno. Si percepisce ancora il fruscio dell'aria anche se il temporale si è placato.
La nebbia trasforma il vivace paese in una grigia e cupa città e il passo pesante delle persone prese da una forte malinconia, fa capire che finalmente è arrivato l'autunno.

mercoledì 3 luglio 2013

Summertime Sadness.

La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.

martedì 2 luglio 2013

Il grande trasloco

La notte del trenta agosto 2039 un' ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò 42 gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia e il rantolo delle tubature annunciò che l' erogazione dell' acqua era sospesa fino alle otto di mattina

Mai arrendersi

Presto sarebbe volato via quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun  altro.

lunedì 1 luglio 2013

Uno piccolo bagliore

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso e mi avvicinai all'enorme portone che dava accesso al castello.